giovedì 13 luglio 2017

Il Galatino anno L n° 13 del 14 luglio 2017

Torna a casa, lessa

Nel ballottaggio prevale il candidato che dimostri di avere una coalizione coesa ed un programma realistico. Non è sufficiente solo questo, però: superata l’ovvia considerazione che il sindaco debba essere persona affidabile, buona percentuale del consenso deriva anche dalla “appetibilità” e fiducia che i suoi alleati riscuotono nell’opinione pubblica.
Chi non sarà più presente in Consiglio Comunale, privando questa Città del suo preziosissimo, insostituibile contributo politico tanto quanto di un’involontaria vis comica, di cui ampia testimonianza resta a futura memoria nei verbali delle sedute, è bene metabolizzi rapidamente la volontà popolare contraria e torni alle occupazioni abituali, all’usato mestiere.

Una vecchia canzone dei “The Rokes”, che certamente ricorda qualche mio coetaneo, si intitolava “Bisogna saper perdere”. Riascoltarla mentre si sbuccia – lacrimando – la cipolla per il ragù, non può che lenire il bruciore del proprio io ipertrofico, ferito da una consultazione persa inaspettatamente. 

mercoledì 28 giugno 2017

Il Titano - giugno 2017

Signori, si cambia

Dal 1992 – anno di “Mani Pulite” –  in poi, la storia italiana racconta, da un lato, la progressiva cessione di sovranità dallo Stato alle istituzioni sovranazionali, dall’altro – e complementare –  lato, la decrescente autonomia gestionale delle amministrazioni locali. Quanto questo fenomeno in apparenza irreversibile abbia a che fare con il concetto di democrazia che gli autori classici ci hanno consegnato, è qualcosa che sarebbe interessante indagare, se non rientrasse tra quegli arcana imperii la cui pubblicità è preclusa al Popolo cosiddetto sovrano. Detto in altri termini e per quel che ci riguarda da vicino, il Sindaco è quella figura istituzionale che deve rispondere agli aumentati bisogni del Cittadino disponendo di sempre minori risorse. Addirittura, nel caso di Galatina, dovendo oggi e per il futuro appianare voragini debitorie scavate nel passato da chi l’ha preceduto nella carica: picciuli pochi, debbati tanti, avrebbe forse sibilato  l’indimenticabile Fidelucciu Chiovu. Compito non agevole, per usare un eufemismo. Si può intuire facilmente come il nostro nuovo Primo Cittadino abbia deciso in piena consapevolezza di “cantare e portare la Croce”. Se sia masochismo, vocazione al martirio oppure rischio calcolato, lo sapremo presto. Comunque  “paga Pantalone”, quella mitologica maschera che impersona la collettività dei contribuenti: cioè il sottoscritto che scrive e tutti i Concittadini residenti nel territorio del Comune protetto dai S.S. Pietro e Paolo. Ad eccezione di qualche furbetto dimenticato da Dio e sconosciuto all’Ufficio Tributi: del resto l’Italia è oppure no la patria del diritto, nel senso del dritto caro alla commedia dell’arte?

È appena passata la mezzanotte di domenica 25 giugno, la nostra Città ha un nuovo Sindaco, e mai aggettivo fu più indicato: finalmente l’elettorato decide di rivoluzionare la composizione del Consiglio Comunale. L’entusiasmo e la voglia di far bene di Marcello Amante e del suo gruppo sono lo spirito giusto con cui affrontare la sfida impegnativa che attende i nuovi amministratori. Auguri di buon lavoro, per il bene di tutti.

venerdì 16 giugno 2017

Il Galatino anno L n° 11 del 16 giugno 2017

Sindaco o curatore fallimentare?

Al momento in cui scriviamo, mattina di lunedì 12 giugno, l’unico dato certo è il ballottaggio di domenica 25 tra i candidati Amante e De Pascalis. I prossimi giorni saranno dedicati, come di prammatica, ai contatti frenetici in cerca di possibili alleanze tra i ballottatori ed i soggetti perdenti. Con l’esclusione, si pensa, del Movimento 5 Stelle, che notoriamente non conclude apparentamenti. Sin qui la cronaca.

Inutile commentare, dopo che il voto di 2 cittadini su 3 aventi diritto si è espresso così chiaramente. Evidente la stanchezza psicologica (altra e più colorita definizione preferiamo non usare) di quelli che hanno scelto di non recarsi alle urne. Ha contribuito, e non poco, la tempistica della consegna ai cittadini delle cartelle esattoriali TARI con gli aumenti temuti; moltissimo ha pesato la schizofrenia di un Partito che in questa Città esprime il vicesegretario regionale, e proprio in sede regionale decide la chiusura del S. Caterina Novella. C’è chi crede che l’elettore sia un minus habens. Di certo ha buona memoria, ed al momento del voto ricorda padri e madri del debito che gli ha svuotato le tasche.

venerdì 26 maggio 2017

Il Galatino anno L n° 10 del 26 maggio 2017

Facce da botulino

   Qualcuno che conosceva bene la psicologia delle masse, ha detto che conquista il Popolo chi lo inganna con le promesse più roboanti o travisando abilmente la verità. La campagna elettorale ci fornisce prove evidenti della fondatezza di questa teoria sin dalle prime battute.
   A volte ritornano, come le famose “Vergini dai candidi manti” di goliardica memoria. Soldati di sventura, arruolati sotto ogni bandiera politica. Capitani di lungo sorso, nel senso letterale di chi l’ha sempre data a bere per professione. Incantatori di serventi, liturgici della falsa parola, scrotatori e scrotatrici: tutti insieme appassionatamente nel gran gioco della seduzione del corpo elettorale.

   Vorremmo che la Gente aprisse gli occhi e non si lasciasse comprare. Spes ultima dea, la speranza è l’ultima a morire.

venerdì 12 maggio 2017

Il Galatino anno L n° 9 del 12 maggio 2017

Di fatti e di Uomini

Il dottor Serravezza, apprezzato ricercatore ed oncologo, ha iniziato giorni addietro uno sciopero della fame contro la TAP, quindi in difesa della salute di noi Salentini e dell’ambiente in generale. Lo ha fatto perché i familiari dei troppi morti per cancro nel Salento gli hanno chiesto di mobilitarsi concretamente affinché quelle tragedie non siano state inutili. Il luminare sceglie di immolarsi per gli altri: Cristo è presente qui, più che in qualche luogo di culto. Nelle ore in cui scrivo queste righe apprendo che l’amica Anita Rossetti e l’attivista Ippazio Antonio Luceri seguono l’esempio del dottor Serravezza: a loro un “grazie” a nome di tutti quelli che hanno a cuore le sorti della nostra Terra umiliata e militarizzata. La notizia ha avuto eco in TV e giornali nazionali? M.p.c. (manco p’a…capa).

La Politica nel senso più nobile del termine è quella appena descritta. Il resto è materia per proclami elettorali.

venerdì 28 aprile 2017

Il Galatino anno L n° 8 del 28 aprile 2017

Fessocrati avanti, c’è posto

Ha scritto Flaiano: “Oggi il cretino è pieno di idee”. Come dargli torto.
Per il fesso DOC, iscritto e pagante quota annuale all’Albo, meglio ancora se munito di tessera, è questa l’età dell’oro. La selezione è severa ma il materiale umano non scarseggia. Diciamo che l’Italia è un incubatore di “talenti”: agli amici di Maria fanno da contraltare i compari di Matteo. Il citrullo in cerca di poltrona troverà in questo Paese tollerante tappeti rossi e carriera assicurata.
L’apoteosi spetta di diritto ad un personaggio dalla chioma riccia stile afro anni ‘70, rosso Tiziano, dotata di un titolo e d’una competenza altrettanto posticci quanto la capigliatura, ma ostentati senza pudori né scuse. Siede sulla poltrona che occuparono Benedetto Croce e Tullio De Mauro: più che un incarico, una battuta di spirito. È assodato, MIUR sta per Ministero per l’Ironia, l’Umorismo e la Risata.

La fessocrazia avanza inarrestabile, non c’è vaccino che immunizzi dal contagio. Si allerti la ministra Lorenzin, autorità indiscussa in materia. Di salute, ovviamente: non pensate male.

giovedì 6 aprile 2017

Il Galatino anno L n° 7 del 7 aprile 2017

Dice che…

Dice che tra Galatina e Noha l’acronimo sia Partito Diviso (Sindaco per sindaco e prodotto fratto due). Urgono carrozzini, per il trasporto al fronte delle poche truppe rimaste con sommo sprezzo del ridicolo.
Dice che il Listone cominci a dubitare dell’ineluttabile/gloriosa/certissima vittoria. Anche stavolta si vince la prossima volta, nonostante il fitto, palese sostegno dei pezzi da 90.
Dice che una strana coppia (Suor Pasqualina delle Umili Devote Consorelle a braccetto con fra’ Giuseppe del Sol dell’Avvenire) bussi di porta in porta alla ricerca di voti, promettendo posti di lavoro e pensioni. Non è voto di scambio, chiamasi scambio di vuoti (a perdere).
Dice che, pur in questo cimitero degli ideali, il corpo elettorale abbia trovato un amante. Che vorrebbe persino andare oltre: prevedo bomboniere e confetti l’11 giugno.
Infine dice che, in assenza di quello ordinario, umma umma il Podestà straordinario abbia approvato il foedus sceleris che le passate amministrazioni si vergognavano di firmare alla luce del sole. E mo’ sono cascioni nostri.
“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” (Gli onorevoli, 1963, regia di Sergio Corbucci). Un omaggio a Totò, scomparso 50 anni fa. Lui sì che aveva capito tutto.