giovedì 12 ottobre 2017

Il Galatino anno L n° 16 del 13 ottobre 2017

Di macchine, e di altre cose

Possiedo un'auto italiana, storica marca gloriosa che un osannato manager intende far sparire. Non dico vendere ai tedeschi oppure ai cinesi, con magari qualche miliardo di plusvalenza: no, chiudere del tutto.

La mia vecchia (9 anni, con l'attuale metro di giudizio, sono un'età veneranda) ha percorso senza problemi 200.000 kilometri, con una manutenzione non più che ordinaria. Consuma pochissimo, non inquina, è comoda ed elegante: la mia spesa migliore per un'auto. Ho guidato francesi, tedesche e le tanto celebrate giapponesi, che infatti mi hanno fatto bestemmiare in giapponese (con accento di Yokohama, per la precisione).

In conclusione, un mezzo che non ho possibilità economica, ma soprattutto intenzione, di cambiare. Tanto bella che non viene più prodotta da qualche anno: in obbedienza alla teoria dell'obsolescenza programmata, cioè quella "strategia volta a definire il ciclo vitale di un oggetto in modo da limitarne la durata ad un periodo prefissato". Un aggiornamento estetico e meccanico di poco conto sarebbe invece bastato a mantenere sul mercato un prodotto valido.

Costruire automobili è un esercizio di buona economia ma richiede passione. Con minimo sforzo si può essere definiti geni della finanza, visto che ai nostri giorni l'abilità consiste principalmente nell'accanirsi sulla parte indifesa del sistema, i lavoratori. Ma se non si capisce un perno sferico di meccanica oppure non si è posseduti dal sacro fuoco dell'amore per l'auto, ci si dovrebbe occupare d'altro: forse meglio di banche. E di rapine. A mano armata? Ma no, parliamo di quelle a volto scoperto, consumate nei consigli d'amministrazione e molto ben remunerate. Di quelle senza conseguenze legali, per intenderci.

mercoledì 27 settembre 2017

Il Galatino anno L n° 15 del 29 settembre 2017

La merce si paca ammano

Entra, amico mio, entra e penza: pacare puoi marcato, ma non a credenza”.
Questo avviso campeggiava all’ingresso di una celebre putìa del centro, a pochi passi dalla Chiesa Madre, quasi imitazione plebea della famosa iscrizione dantesca nel III° canto dell’Inferno. È probabile che l’oste volesse cautelare l’incasso delle consumazioni, purpette e mieru o simili piatti popolari, da eventuali amnesie causate da ubriachezza molesta.
4 anni 6 mesi ed un giorno di cosiddetta “attività” parlamentare consentono ad oltre 600 “onorevoli” il vitalizio di 950 euro, al compimento dei 65 anni, vita natural durante. Un importo pari ad una volta e mezzo la pensione sociale, con cui molti anziani devono regolare al centesimo la scansione quotidiana della propria esistenza.
Che dire? Sono entrati in Parlamento, hanno “penzato” ed agito secondo indicazioni di partito, ed ora vengono “pacati”… “marcati”, però subito, non “a credenza” come gli enti statali fanno coi nostri indifesi pensionati.

E qui mi taccio. Vorrei dire altro, ma in casa mi hanno insegnato la buona educazione.

sabato 16 settembre 2017

Il Galatino anno L n° 14 del 15 settembre 2017

Torna ‘o Salento (spira tanto sentimiento)
Il bilancio provvisorio dell’estate salentina ci consegna un quadro abbastanza eloquente del successo della nostra offerta turistica. Però è bene operare alcuni distinguo. Il brand “Salento” riscuote consenso quasi unanime tra i visitatori, ma premia immeritatamente anche operatori improvvisati o per nulla attenti alla fidelizzazione dei turisti: quello che in termini commerciali si definisce caring. Come negli scorsi anni, è Gallipoli (sedicente “perla dello Jonio”) a distinguersi in peggio. Affitti esorbitanti anche per veri bugigattoli; street food, ovvero ristorazione popolare, dai prezzi assurdi. Il gustoso ma semplice rustico venduto a 5 € è un esplicito invito a non tornare e fa il giro nazionale dei media. Onesta, al contrario, la gestione turistica della costa adriatica, saggiamente rivolta ad un ospite più ricercato. Ed infine, l’entroterra salentino sceglie di destagionalizzare, ben facendo: ci sono gli strumenti per puntare al turismo culturale, gastronomico ed enologico. Galatina può imporsi in questa nicchia di mercato se imprenditori ed amministrazione perseguono lo stesso obiettivo.

È difficile per tutti gli operatori del settore mantenere gli attuali flussi senza acquisire doti professionali. A pochi kilometri dalle nostre spiagge, la vicina Albania si affaccia al mercato delle vacanze con ottime potenzialità: coste ancora intatte, mare cristallino, strutture ricettive moderne, prezzi assolutamente competitivi. Un concorrente temibile per chi pensa che bastino sule, mare e vientu ad attrarre il turista balneare, smaliziato ed attento al portafoglio.

giovedì 13 luglio 2017

Il Galatino anno L n° 13 del 14 luglio 2017

Torna a casa, lessa

Nel ballottaggio prevale il candidato che dimostri di avere una coalizione coesa ed un programma realistico. Non è sufficiente solo questo, però: superata l’ovvia considerazione che il sindaco debba essere persona affidabile, buona percentuale del consenso deriva anche dalla “appetibilità” e fiducia che i suoi alleati riscuotono nell’opinione pubblica.
Chi non sarà più presente in Consiglio Comunale, privando questa Città del suo preziosissimo, insostituibile contributo politico tanto quanto di un’involontaria vis comica, di cui ampia testimonianza resta a futura memoria nei verbali delle sedute, è bene metabolizzi rapidamente la volontà popolare contraria e torni alle occupazioni abituali, all’usato mestiere.

Una vecchia canzone dei “The Rokes”, che certamente ricorda qualche mio coetaneo, si intitolava “Bisogna saper perdere”. Riascoltarla mentre si sbuccia – lacrimando – la cipolla per il ragù, non può che lenire il bruciore del proprio io ipertrofico, ferito da una consultazione persa inaspettatamente. 

mercoledì 28 giugno 2017

Il Titano - giugno 2017

Signori, si cambia

Dal 1992 – anno di “Mani Pulite” –  in poi, la storia italiana racconta, da un lato, la progressiva cessione di sovranità dallo Stato alle istituzioni sovranazionali, dall’altro – e complementare –  lato, la decrescente autonomia gestionale delle amministrazioni locali. Quanto questo fenomeno in apparenza irreversibile abbia a che fare con il concetto di democrazia che gli autori classici ci hanno consegnato, è qualcosa che sarebbe interessante indagare, se non rientrasse tra quegli arcana imperii la cui pubblicità è preclusa al Popolo cosiddetto sovrano. Detto in altri termini e per quel che ci riguarda da vicino, il Sindaco è quella figura istituzionale che deve rispondere agli aumentati bisogni del Cittadino disponendo di sempre minori risorse. Addirittura, nel caso di Galatina, dovendo oggi e per il futuro appianare voragini debitorie scavate nel passato da chi l’ha preceduto nella carica: picciuli pochi, debbati tanti, avrebbe forse sibilato  l’indimenticabile Fidelucciu Chiovu. Compito non agevole, per usare un eufemismo. Si può intuire facilmente come il nostro nuovo Primo Cittadino abbia deciso in piena consapevolezza di “cantare e portare la Croce”. Se sia masochismo, vocazione al martirio oppure rischio calcolato, lo sapremo presto. Comunque  “paga Pantalone”, quella mitologica maschera che impersona la collettività dei contribuenti: cioè il sottoscritto che scrive e tutti i Concittadini residenti nel territorio del Comune protetto dai S.S. Pietro e Paolo. Ad eccezione di qualche furbetto dimenticato da Dio e sconosciuto all’Ufficio Tributi: del resto l’Italia è oppure no la patria del diritto, nel senso del dritto caro alla commedia dell’arte?

È appena passata la mezzanotte di domenica 25 giugno, la nostra Città ha un nuovo Sindaco, e mai aggettivo fu più indicato: finalmente l’elettorato decide di rivoluzionare la composizione del Consiglio Comunale. L’entusiasmo e la voglia di far bene di Marcello Amante e del suo gruppo sono lo spirito giusto con cui affrontare la sfida impegnativa che attende i nuovi amministratori. Auguri di buon lavoro, per il bene di tutti.

venerdì 16 giugno 2017

Il Galatino anno L n° 11 del 16 giugno 2017

Sindaco o curatore fallimentare?

Al momento in cui scriviamo, mattina di lunedì 12 giugno, l’unico dato certo è il ballottaggio di domenica 25 tra i candidati Amante e De Pascalis. I prossimi giorni saranno dedicati, come di prammatica, ai contatti frenetici in cerca di possibili alleanze tra i ballottatori ed i soggetti perdenti. Con l’esclusione, si pensa, del Movimento 5 Stelle, che notoriamente non conclude apparentamenti. Sin qui la cronaca.

Inutile commentare, dopo che il voto di 2 cittadini su 3 aventi diritto si è espresso così chiaramente. Evidente la stanchezza psicologica (altra e più colorita definizione preferiamo non usare) di quelli che hanno scelto di non recarsi alle urne. Ha contribuito, e non poco, la tempistica della consegna ai cittadini delle cartelle esattoriali TARI con gli aumenti temuti; moltissimo ha pesato la schizofrenia di un Partito che in questa Città esprime il vicesegretario regionale, e proprio in sede regionale decide la chiusura del S. Caterina Novella. C’è chi crede che l’elettore sia un minus habens. Di certo ha buona memoria, ed al momento del voto ricorda padri e madri del debito che gli ha svuotato le tasche.

venerdì 26 maggio 2017

Il Galatino anno L n° 10 del 26 maggio 2017

Facce da botulino

   Qualcuno che conosceva bene la psicologia delle masse, ha detto che conquista il Popolo chi lo inganna con le promesse più roboanti o travisando abilmente la verità. La campagna elettorale ci fornisce prove evidenti della fondatezza di questa teoria sin dalle prime battute.
   A volte ritornano, come le famose “Vergini dai candidi manti” di goliardica memoria. Soldati di sventura, arruolati sotto ogni bandiera politica. Capitani di lungo sorso, nel senso letterale di chi l’ha sempre data a bere per professione. Incantatori di serventi, liturgici della falsa parola, scrotatori e scrotatrici: tutti insieme appassionatamente nel gran gioco della seduzione del corpo elettorale.

   Vorremmo che la Gente aprisse gli occhi e non si lasciasse comprare. Spes ultima dea, la speranza è l’ultima a morire.