domenica 17 dicembre 2017

Il Galatino anno L n° 21 del 15 dicembre 2017

Desiderata

Mi associo a quelli che Ti hanno già augurato salute e serenità, fondamenti di un vivere tranquillo. Vorrei aggiungere alcuni auspici personali, che possano completare il senso delle mie argomentazioni, rese pubbliche già da molto tempo.
Innanzitutto auguro – prima a me stesso, poi a Te Lettore carissimo – di riuscire ad  interpretare correttamente ciò che i media propinano ogni giorno sotto dettatura partitica: in modo tale che, spogliandosi come Salomè dei suoi sette veli di menzogna, la Verità ci si mostri in tutto il suo nudo e crudo splendore.
Poi ci accompagni la lucida consapevolezza che il mandato che accordiamo col voto, quasi mai traduce in legge la nostra volontà politica. Il che rende ancora attuale il cinismo di Mark Twain: “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare”.

Ed infine, auguro a quella che considero la mia Patria (chi mi ha seguito sinora sa a quale Nazione mi riferisco) un autonomo, spontaneo riscatto morale, civile ed economico, che nasca dall’indispensabile conoscenza della Storia vera. Il resto, che per tradizione e cultura non ci appartiene, sia abbandonato alle fortune editoriali del Saviano di turno.

sabato 2 dicembre 2017

Il Galatino anno L n° 20 del 1 dicembre 2017

Bestiario immaginario

Anni fa abbiamo voluto ridere – coi nostri pochi lettori – raccontando le evoluzioni aeree del pennuto mitologico popolarmente chiamato “uccello padulo”. Non abbiamo mancato di mettere in guardia dal volo veloce e ficcante di quel volatile, solo in apparenza inoffensivo.
Con la stessa leggerezza, vorremmo aggiungere altri componenti di questo elenco criptozoologico. Ad iniziare dal cane-ragazzo, vulgo “cane valiò”: specie peculiarmente salentina dai vaghi connotati, ma senza dubbio di piccole dimensioni, inversamente proporzionali all’aggressività del carattere.
E come non menzionare il “cane-che-corre” (“cane-ca-fusce”) dal pelame di colore indefinito, tipologia onnicomprensiva della famiglia canina. Pedigree plebeo: spaziante in ipotesi dal ratto di fogna al mastino tibetano.

Ma su tutti, in questi primi freddi galatinesi, balza all’onore delle cronache la “gazza da competizione”, ovvero “ciola de corsa”: di cui ci conquistano il repentino saltabeccare a zampe pari e l’improvviso librarsi in volo; le chiassose zuffe su un frammento di vetro, una briciola di pane, una pagliuzza dorata. Col sottofondo immaginario de “La gazza ladra” di Rossini, ci piace osservarla svolazzare “d’in sulla vetta della torre antica” dell’Orologio sino al suo nido, da cui inquadra e commenta garrula le vicende cittadine. Al simpatico bipede pennuto vada la nostra simpatia, per il tentativo di animare – anche se poco in verità – lo stanco dibattito paesano.