Platone
e l’hamburger
Vorremmo riproporre un vecchio mito
adattandolo ai giorni nostri. Gli amici con studi in filosofia perdoneranno l’interpretazione
molto soggettiva della celebre allegoria del mito della caverna.
Racconta dunque Platone della miserabile
esistenza di alcuni uomini, tenuti in prigionia in una oscura grotta, bloccati
nei movimenti, in maniera tale da consentire loro unicamente la visione di un
muro; su questo schermo improvvisato i prigionieri possono guardare le incerte ombre
proiettate da un fuoco acceso alle loro spalle. Simulacri che questi poveri
esseri accettano come rappresentazione della realtà, inconsapevoli dell’apparato
scenico ideato per ingannarli.
Impossibile non osare un paragone con la
contemporaneità. Con voce univoca, i media “istituzionali” propongono
un’esposizione manipolata delle cose del mondo, tanto mendace ed inattendibile
da – letteralmente – rovesciare la realtà fattuale. L’educazione, sin dalla
primissima età, ad introiettare passivamente la visione “politicamente
corretta” dei fatti, ha plasmato più generazioni di persone prive di spirito
critico e dubbio propositivo. Si è affermata una società omologata
all’imperante paradigma informativo dell’anglosfera, che impone con gli stessi
metodi il consumo di “notizie” ed hamburger, “merci” analogamente adulterate.
Alle famiglie l’ardua missione di educare:
nel senso etimologico di “trarre fuori” dal gregge dei non-pensanti.