sabato 26 settembre 2009

2 Luglio 2009 - Regina in D7

Regina in D7: scacco matto.
Partita appassionante e ricca di colpi di scena: la Regina vince, forse regnerà fino a naturale scadenza del mandato, grazie a maggioranze variabili consentite da pedine avversarie suicide. E vince proprio mentre il suo Re, sullo scacchiere barese, vede vacillare il trono per opera di magistrati stranamente curiosi. Perché, come tutti sappiamo, da quelle parti politiche “La legge si applica, ma per gli amici si interpreta”. Staremo a vedere, come sempre convintamente garantisti e innocentisti.
Comunque la Regina vince e gestirà posti e finanziamenti, per il bene della Città e per sue personali ambizioni politiche, del tutto legittime. Chapeau!
Chi ha stomaco robusto, si occupi della bassa cucina che c’è dietro questa vittoria: non lo farà il nostro Pasquino Galatino che, come visto nelle precedenti puntate, avendo subito le amorevoli cure gastronomiche della suocera, vede irrimediabilmente compromesse funzionalità epatica e gastrica.
Un suggerimento, per chi eventualmente avesse il gusto perverso di interessarsi del retrobottega galatinese: rifarsi idealmente alle famosissime categorie umane di Sciascia. Ed inquadrare i comprimari di quest’operazione nella casella appropriata: ommini, menz’ommini, omminicchi e quacquaracquà.
Pasquino Galatino

28 Giugno 2009 - Trompe l'oeil a Palazzo Orsini

Gentilissimi Professore ed Amici di Galatina.it,
gli interventi di Vito Tundo ed altri vanno nella direzione sperata, cioè un maggiore coinvolgimento dei Cittadini nella comprensione degli avvenimenti galatinesi. “Uno, nessuno e trentamila” nasce per lo scopo qui enunciato, e nessun altro.
Seguendo questa logica, rispondo brevemente all’amico Tundo: non ho proprio nulla di personale verso il Sindaco, ho criticato alla mia maniera la gestione della res publica, cercando di far riflettere sorridendo. Se al posto dell’attuale Primo Cittadino ci fosse stato un Tizio qualsiasi, avrei fatto le stesse osservazioni. Per nostra fortuna, contrariamente a quanto affermano Travaglio, Di Pietro & C., siamo ancora in democrazia e la satira è consentita persino ad un fantasma come Pasquino Galatino. E, continuando nel gioco, questo fantasma vorrebbe pur parlare di politica locale, ma manca la materia prima: si può disquisire del nulla?
È anche vero che Pasquino Galatino è un acrobata della parola, un equilibrista circense della frase ad effetto, ma c’è un limite alla fantasia. Forse potremmo affermare, scomodando la critica d’arte, che nel Palazzo di via Umberto I° stiamo ammirando un capolavoro della tecnica pittorica del trompe l’oeil: puro effetto ottico, sembra di vedere una coalizione dove non c’è che un muro dipinto. Signori, abbiamo i nuovi Michelangelo della politica e non ce ne rendiamo conto! Chiudo col dire che a Galatina ormai da tre anni la situazione è grave, ma non seria.
Professore, solo per una volta e col Suo consenso faccio uso privato del mezzo pubblico, ma se ne capirà il motivo. Prima che qualche furbetto ne approfitti, rendo noto che persona di fiducia ha depositato nome e contrassegno di una (al momento solo ipotetica) “Lista Pasquino Galatino”. Non si vuole davvero iniziare un percorso politico: il gesto, contrario al mio habitus mentale, si rende necessario solo e semplicemente per impedire che qualcuno possa sfruttare questo nome per interessi di bottega.
Grazie della Vostra attenzione, davvero non meritata.
PG

26 Giugno 2009 - Tu es Petrus

“Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et tibi dabo claves Regni
Caelorum
”.
Il Maestro dispone che, incaricato di diffondere il Verbo nel mondo, sia proprio l’Apostolo che lo
ha rinnegato tre volte. Pietro è un instancabile predicatore, e la tradizione vuole che la sua missione lo porti qui, in partibus infidelium, nel luogo dove sorge Galatina: anzi, S. Pietro in Galatina, come la nostra Città è chiamata sino all’unità d’Italia. In ricordo del suo mestiere profano, Egli affida all’ Apostolo anche un altro compito: “Faciam vos fieri piscatores hominum”.
L’Uomo che rinnega il suo Maestro e si pente della viltà, muore come Lui crocifisso a Roma nel 67 sul colle Vaticano, ma a testa in giù, testimoniando la Fede. La stessa che non rinnegheranno fino al martirio 14 secoli dopo, ad Otranto nel nostro Salento, 800 Uomini con a capo il loro vescovo Stefano Pendinelli.
Se Cristo è chiave di volta della Santa Costruzione, Egli ne pone il nostro amato Patrono, primo
Papa della storia, come pietra angolare.
La venerata reliquia custodita nella nostra Chiesa Madre, la pietra sulla quale tramandano si sia
riposato Pietro, a me pare ricordare simbolicamente un lavoro spirituale assegnato a tutti noi
credenti, da compiersi in interiore homine: quello di smussare gli spigoli delle pietre che noi stessi siamo, squadrarle, per renderle sì uniche e diverse l’una dall’altra, ma adatte a formare l’opus reticulatum, una parete compatta, resistente. Ed immaginare ognuno di noi come pietra minima ma non per questo meno importante, saldata alle altre col cemento della Fede, per dare solidità al Sacro Edificio.
Pasquino Galatino

21 Giugno 2009 - Pranzo in casa della suocera

Cronaca del desinare domenicale di Pasquino Galatino dalla suocera.
Si premetta che il sottoscritto PG, in compagnia di nutritissima schiera di mariti meridionali, si adatta obtorto collo al rito festivo del “pranzo in casa della mamma”.
Di buon mattino, la santa donna estrinseca la sua abilità culinaria nell’estrusione di un manufatto di consistenza lapidea, delle dimensioni cm 37 x 27, spessore cm 5, classificato in terminologia tecnica “pasta ‘llu furnu”: si presume composto da sostanza ignota alla scienza della nutrizione (probabile elemento transuranico ad alta radioattività), con elevata resistenza al taglio e corrosione secondo norme UNI EN 1739 e 1305, avente indice digeribilità pari a zero. Per tale ultima caratteristica paragonabile al porridge, indefinito pastone da alimentazione canina che per i sudditi di Sua Maestà Britannica rappresenta l’eccellenza della english cuisine, insieme al tristemente noto fish and chips.
Il manufatto viene servito alla temperatura media misurata a bordo piatto di 150° C., pure in piena canicola, in più porzioni singole pro capite, da consumarsi obbligatoriamente con evidente approvazione delle qualità organolettiche, altrimenti “la mamma si dispiace”. Si trangugiano le portate accompagnando ogni bolo mediante assunzione di cl. 10 di mieru per agevolare la deglutizione, simulando indifferenza per l’epiglottide ustionata.
Con più azioni del medesimo disegno criminoso, poi l’anziana aguzzina scodella in sequenza:
a) pampasciuni stumpati nella misura di 3 dozzine/commensale;
b) peparussi fritti di peso specifico 2800, quantità ad libitum, cioè quanti possa contenerne stomaco di balenottera azzurra dell’Antartico. Ed infine, quale portata di chiusura in leggerezza,
c) trionfo di paparine menate ll’oiu cu le vulìe, elaborata opera metafisica della tradizione culinaria grecanico-salentina.
Testimoni presenti descrivono con dovizia di particolari lo stato stuporoso-confusionale (“ubi consistam”) della vittima Pasquino Galatino nel post prandium, la ridotta capacità di deambulazione autonoma, le crisi mistiche nelle 24-48 ore seguenti la grande bouffe.
Si riferisce che, allo stato, non sono conosciuti in letteratura medica studi su modificazioni chimiche e morfologiche di stomaco umano sottoposto al trattamento dianzi descritto, né sui danni psichici permanenti del soggetto sottoposto a tortura.

Se qualcuno dei Lettori volesse interpretare in chiave metaforica questo pasquiniano “divertissement” estivo, lo faccia: ogni riferimento ad avvenimenti recenti è voluto. Più precisamente, si suggerisce l’ identificazione nella vittima Pasquino del popolo Galatinese, e nella figura della suocera la nostra impagabile (in tutti i sensi) Amministrazione.
Pasquino Galatino

16 Giugno 2009 - L'on. Tridimensionale in visita

Professore carissimo,
“Piccola città, bastardo posto”, cantava il compagno Guccini tanti anni fa, ricorda? Noi invece esaltiamo la nostra piccola Kalè Athenai, onorata domenica 14 alle ore 18,30 (come puntualmente segnala Galatina.it) dalla passeggiata dell’Onorevole col mustacchio. Ambientazione e circostanza ricalcano le visite dei Grandi di Spagna nel Regno: balconi fioriti ai palazzi nobiliari, folla plaudente, larghi gesti benedicenti all’indirizzo del popolo.L’annunciata, trepidamente attesa epifania del Tridimensionale è notizia da prima pagina, ma una citazione minima merita anche la Sua scoperta, Professore: le capacità telepatiche del nuovo Giucas Casella de’ noantri, lo scrivente Pasquino Galatino. Che in questo preciso istante si concentra e trasmette mentalmente i desideri seguenti: chiusura del centro antico al traffico, sistemazione e riapertura della S.P. 362, completamento della tangenziale…Si ferma qui il vecchietto bisbetico, e riposa: non si pretenda altro dalle esauste sinapsi. Anzi no, un ultimo wishful thinking: l’elezione della Nostra Cara al Consiglio Regionale, il prossimo anno.
Promoveatur ut amoveatur.
Umilmente Vostro,
Pasquino Galatino

13 Giugno 2009 - Ricetta estiva

Ricetta profumatissima e di facile esecuzione per le serate estive:

Ingredienti : n° 30000 abitanti di città medio-piccola;

n° 10 tonnellate di rifiuti soldi urbani/giorno;

n° 1 Compagnia Sollazzo & Allegria;

Procedimento: si convincano 30000 cittadini ad applicare i criteri di raccolta differenziata; con largo dispiegamento di mezzi ed operatori ecologici non si provveda alla rimozione dei RSU, lasciando opportunamente imputridire il tutto nei e presso i cassonetti, alla mercè di animali randagi; si contempli con intimo compiacimento il risultato visivo/olfattivo, plastica installazione concettuale degna di un Maurizio Cattelan alla Biennale d’Arte; si emettano ed inviino all’utenza fatture annuali per tassa RSU.
Servire ben caldo, accompagnando con mosche della frutta, zanzare tigre ed esemplari di rattus norvegicus (vulgo: zoccule) q.b.

N.B.: piatto inadatto a stomaci deboli (anziani, bimbi in tenera età).
Pasquino Galatino

10 Giugno 2009 - Elezioni provinciali: il Tafazzi

Gentilissimo Professor Valente, Carissimi Amici,
questo microcosmo che è la nostra Galatina rispecchia, amplificandoli, alcuni difetti nazionali: uno è l’individualismo esasperato. Lo si è constatato con rassegnata tristezza in occasione dell’ultima tornata elettorale quando, invece di concentrare i consensi su non più di 2 o 3 “forti” candidati Galatinesi, con la quasi certezza della loro elezione, si è disperso il voto su decine di egregi Signori e Signore Nessuno. Non so quanti di loro si siano davvero illusi di poter sedere a Palazzo dei Celestini, certamente pochi. Né quanti lo abbiano fatto per idealismo, immagino ancora pochissimi. Suppongo che la maggior parte abbia svuotato l’amaro calice con la pervicace volontà del tornaconto personale: magari Tizia per sistemare il figlio in Accademia Militare, forse Caio con lo scopo di ottenere l’avvicinamento della fidanzata insegnante in Lombardia, Sempronia probabilmente cercando l’agognata pensione d’invalidità per la mamma anziana. La logica vera però è stata quella del collettivo cupio dissolvi galatinese.
Risultato: neanche uno di noi rappresenterà la Città in consiglio provinciale, dovremo ancora una volta delegare i nostri interessi a qualche generoso forestiero…e nessuno degli speranzosi candidati per finta si illuda di ottenere i favori implorati al politico di turno.
Allora, quando dovrò immaginarmi uno dei 30000 Galatinesi, non penserò più a Pasquino, ma a quella sublime figura della moderna commedia dell’arte televisiva che è “il Tafazzi”: si, proprio quello che con irrazionale allegria, al suono di una canzoncina melensa, si colpisce ritmicamente a bottigliate sui….gioielli di famiglia.
Disillusamente Vostro
Pasquino Galatino