lunedì 3 ottobre 2011

Il Galatino anno XLIV n° 15 del 30 Settembre 2011

Minima immoralia

Veniamo a sapere che l’ imprenditore agli onori delle cronache giudiziarie di questi giorni, avrebbe affittato un volo privato da Bari Palese alla Sardegna per recapitare freschissime mozzarelle pugliesi ad una villa del Premier. Costo della consegna a domicilio, appena 5.000 euro: chi di noi non farebbe disinteressatamente la stessa cosa per un amico generoso e le sue giovani ospiti?

Il pettegolezzo rinnova il nostro menu troppo provinciale: cambia mezzo di trasporto l’umile “mozzarella in carrozza”, ora “mozzarella in jet”, per strizzare l’occhio alla cucina internazionale in auge sulla Costa Smeralda. Sorge il dubbio, conoscendo il destinatario della prelibatezza di arte casearia, che nel latticino delle Murge abbiano scoperto insospettate proprietà afrodisiache. Ci informerà, se del caso, “la Repubblica” con l’immancabile trascrizione delle prossime intercettazioni: per chi ne fosse a corto, il quotidiano fornirà in allegato una bustina di indignazione liofilizzata (aggiungere acqua, quanto basta) con autografo di D’Avanzo.

Afferma l’ineffabile Roberto Castelli di essere povero da quando ha iniziato a far politica, dichiara solo 145.000 euro. Pronta mobilitazione dei pensionati INPS, disposti ad una colletta in favore del meschino: anche in momenti di crisi, la generosità degli italiani si muove per i meno fortunati.

Intanto una società di rating, la stessa che dava la massima affidabilità alla Lehman Brothers poche ore prima del fallimento, declassa il debito pubblico italiano. In un paese sovrano, un giudizio del genere sarebbe stato accolto a pernacchie. Qui no: per sua stessa ammissione, il Premier governa “a tempo perso”. Hobby alquanto esoso, almeno per le tasche del contribuente.

giovedì 22 settembre 2011

Opera d'arte proletaria - 22 Settembre 2011

Vorrei celebrare degnamente un monumento cittadino sconosciuto ai più, nel decennale della sua posa: grata incombenza per un nativo della “Città d’Arte”. Sappia dunque chi dovesse percorrere, in entrata da Noha verso Galatina, la provinciale 41 all’altezza del campus scolastico, che nei pressi di una dimora patrizia di campagna (ma in zona ormai inurbata) potrebbe ammirare alla sua destra una installazione di land art. Trattasi, in apparenza, di un segnale stradale di lamina metallica con fondo bianco riflettente, avente in basso il perentorio ammonimento “Rallentare”. Reca al centro un triangolo giallo con bordi rossi e due sagome nere tratteggianti alunni che corrono a scuola, di evidente maniera egizia dell’Antico Regno (III – VI Dinastia). Tali disegno ed iscrizione sono sormontati, infine, da lanterna semaforica che doveva essere arancio intermittente ai tempi del suo perfetto funzionamento. L’opera poggia sbilenca su tre pali, due anteriori ed uno retrostante, infissi nel terreno. Per chi guardi frontalmente, il sinistro dei due pali anteriori mantiene un allineamento quantunque precario; il destro invece, in seguito al fantasioso intervento di un artista che descriveremo più avanti, ha assunto un’angolazione che ricorda quella di un arto umano inferiore in genuflessione sull’inginocchiatoio. All’inizio l’installazione, nel suo splendore di prodotto industriale calato nella natura quasi incontaminata dei luoghi (un fosso umido ai margini della strada, sempre ricco di vegetazione spontanea, uno sfondo di cedri del Libano), assolveva egregiamente il suo compito di avviso luminoso ai conducenti. Nottetempo, un ardimentoso performer in stato di estro creativo, vi slanciò contro il suo mezzo proletario (una 127 Special? una Palio Weekend TD? non lo sapremo mai), ben calcolando velocità, direzione e conseguenze dell’impatto tra la duttile materia segnaletica e la massa veicolare: e ne stravolse totalmente l’estetica tardo-razionalista. Quella collisione, in realtà una geniale estrinsecazione dell’Io creatore, ci consegna imperitura negli anni un’opera d’arte di cui oggi tutti possiamo esser fieri e gratuitamente fruire: Galatinesi, Salentini e turisti, Sindaci e Presidenti di Provincia (sotto la cui amministrazione ricade la S.P. 41). Immagino quali entusiastiche parole un Giulio Carlo Argan, se fosse vivo, spenderebbe nella critica alla mirabile creazione, magari ponendo enfasi sul gesto metapolitico rivoluzionario e simbolico (il palo destro piegato… ben dritto quello sinistro). Mentre l’estroso Vittorio Sgarbi, pur lodando l’installazione concettuale, apostroferebbe da par suo l’inerzia dell’Ente Provinciale nel ripristino di luoghi ed arredi urbani (“Capre! Capre! Capre!”).

In tutta modestia, pare invece allo scrivente che la decrittazione del messaggio subliminale riporti palesemente alla caducità delle cose umane, in primis, poi al cieco affannarsi del Cittadino (in particolare Galatinese, aggiungiamo) nella ricerca non di Verità e Giustizia, ma sic et simpliciter di Ordine e Pulizia. Anche a 10 anni dalla nascita di un capolavoro di tale incompresa magnificenza, ed a 50 metri lineari dalla piramide di pneumatici.

giovedì 15 settembre 2011

Il Galatino anno XLIV n° 14 del 16 Settembre 2011 Il Ga

Un flagello epocale


La stagione calda è il periodo della riproduzione del Tabanus Politicus, in italiano Tafano Politico, (Ordine Diptera, Sottordine Brachycera, Infraordine Tabanomorpha, Superfamiglia Tabanoidea, Famiglia Tabanidae).

Il fastidioso parassita ematofago (si nutre infatti del sangue degli organismi ospitanti, privilegiando quello del Contribuens Italicus, il contribuente italiano) d’estate converge in massa verso ambienti caldo-umidi come le terme, adatti alla ricerca del partner ed all’accoppiamento. In questi luoghi favorevoli, con assembramenti che possono arrivare anche a migliaia di esemplari, chiamati dagli specialisti “Congresso Nazionale di…” o “Meeting di…” oppure ancora “Festa de…” (segue il nome del gruppo dei ditteri), l’insetto celebra il rito annuale della riproduzione.

Senza scomodare Plinio il Vecchio e Linneo, già acuti osservatori di fenomeni simili nell’antichità classica ed al tempo dei lumi, lasciamo la parola agli entomologi contemporanei. I congressi carnali estivi consentono agli insetti la doppia opportunità di: a) rinsaldare il legame (“alleanza politica”) col partner, oppure b) formare una nuova unione, che prende nomi diversi dalla maggiore o minore omogeneità degli esemplari coinvolti. Nel marasma degli amplessi collettivi, possiamo così avere unioni naturali (Silviettus Orgiasticus – Humbertus Vulgaris) oppure anche contro natura (ad esempio l’unione a tre Finus Ianus Bifrons Rutellius Insipidus – Casinius Sagax). Risultano essere affatto singolari, specialmente agli occhi dei profani di entomologia, le abitudini copulatorie del Tabanus Politicus: alcuni maschi dominanti si accoppiano furiosamente ed indiscriminatamente con le femmine del proprio harem, come a marcare territorio e posizione gerarchica nel branco (Silviettus Orgiasticus); altri si applicano all’onanismo intellettuale (Bersanius Pidiensis); altri ancora, per ragioni naturali di contenimento demografico, sono predestinati alla sterilità (i tre già citati dell’unione contro natura).

Generalmente, nel periodo che va da marzo a giugno dell’anno successivo all’accoppiamento, avviene la deposizione delle uova (in entomologia “laboratorio politico”, “alternativa di governo”, “ribaltone”), la cui schiusa (“elezioni”) apre la nuova stagione degli amori.

Al momento la ricerca scientifica non sperimenta rimedi efficaci contro questo temibile flagello, al cui confronto l’invasione delle cavallette di biblica memoria appare una carezza all’ecosistema.

venerdì 2 settembre 2011

Il Re del Mondo - 2 settembre 2011

Diceva Battiato “Ma il Re del Mondo ci tiene prigioniero il cuore”. Rammento quei versi mentre ragiono su “rivoluzioni” che stanno cambiando la geopolitica ad apparente vantaggio dell’ovest: Tripoli adesso, come prima Kiev e poi Tunisi. Forse accoglieremo anche Damasco e Teheran tra i “buoni” grazie a quelle guerre umanitarie targate ONU che sono ipocrisia e contraddizione già nei termini. La ricerca della libertà è ovvia e necessaria, ma rimane qualcosa di tragicamente ridicolo in queste piazze che celebrano la caduta del tiranno e la riconquista della democrazia con le sventagliate in aria di kalashnikov. Festeggiano l’ingresso tra gli Stati democratici in senso squisitamente occidentale, vale a dire indebitati in dollari o in euro; i simboli di un potere creato rubando ai popoli la sovranità sulla moneta, cioè la gestione delle risorse economiche e del lavoro. Dirigono tutto (politica, società civile) le lobby finanziarie in mano ai pochi del Bilderberg Club. Stringi stringi, questa imperante economia anglosassone altro non è che coprofilia, cupidigia della “cacca del diavolo”, religione del dio denaro. Una evoluzione/involuzione contemporanea, insomma, del vitello d’oro: la Bibbia racconta la fine di quella storia.
“Da Oriente ad Occidente” (ancora Battiato), non ho dubbi: proviene da Est la mia Luce, energia che guida e vivifica. È la lezione di antichi architetti che in tempi remoti progettavano ed innalzavano cattedrali seguendo una precisa disposizione spaziale, immutabile nei secoli: l’abside (simbolo della sommità della Croce) rivolta verso il punto geografico da cui sorge il sole. Nel raccoglimento di questi edifici sacri, un celebrante dava le spalle, fedele tra i fedeli, officiando con lo sguardo diretto all’altare, ad Oriente, in una lingua oscura ai più ma tramite perfetto per l’elevazione spirituale e l’invocazione all’Ente Supremo.
Due dita di un nettare salentino (“Bere con moderazione”, ci impone Nostra Signora TV) lubrificando la materia grigia un po’ stanca, mi aiutano a superare le ultime resistenze alla stesura di questo sproloquio che (per mia fortuna!) pochissimi leggeranno. L’etichetta, con enfasi enologica, descrive un “nobile vino adatto alla meditazione, da servire a temperatura ambiente”. Meditando, è quasi giorno: il mezzo toscano si è spento tra le labbra, nel momento in cui dietro le montagne della vicina Albania il disco rosso torna a sorgere. Un raggio sottile m’illumina al centro della fronte colpendo il sesto chakra, la porta dello spirito e dell’intuizione. È il ritorno istantaneo della Grazia.

sabato 23 luglio 2011

Sua Divina Grazia Sai Panda - 17 Luglio 2011

Moglie e cognata sono nel negozio di calzature (“Cinque minuti e torniamo”). È evidente che il concetto di“tempo” cambi col variare di genere, e nel caso della donna sia corollario alla relatività einsteniana. Fatto sta che in quei femminili cinque minuti il sottoscritto, che aspetta fiducioso, ha potuto leggere l’ “Ulisse” di James Joyce, inclusi prefazione e note biografiche sull’autore, in edizione tascabile (613 godibili pagine). Ho fama di lettore vorace e metodico. Mio figlio, che mi tiene compagnia in auto, a sua volta ha iniziato e completato la preparazione di Analisi I. Senza dubbio una proporzione diretta unisce quoziente culturale del marito e propensione muliebre allo shopping: è storicamente accertato che Pico della Mirandola accompagnasse la Signora Pica per negozi. L’interessante questione potrebbe essere oggetto di studio in qualche ateneo inglese, dove notoriamente le ricerche più singolari godono di generosi finanziamenti, non avendo studenti e professori britannici un beato manico cui applicarsi con maggior profitto per l’umanità. In Italia il Ministero è retto più seriamente (dicono) e non finanzia nulla, neanche i gessetti per le lavagne. Università e ricerca hanno prospettive luminose.
Ma se qualcuno pensasse che, al confronto di chi scrive queste trascurabili note personali, Giobbe sia stata persona di modi rudi e sbrigativi, aspetti a giudicare prima di aver letto l’esperienza che segue. Dunque, racconta una leggenda metropolitana che, sette mesi orsono, un incauto signore avrebbe accompagnato la moglie a far spesa da “Tuttomille”; e che, nell’attesa della sua (di lei) venuta, in preda oramai ad estasi mistiche, l’uomo avrebbe intrapreso un percorso ascetico che lo ha condotto alla rinuncia materiale ed alla mortificazione della carne. Adesso si nutre di un solo chicco di riso al giorno ed ha ricevuto l’illuminazione dei veri iniziati. Facendosi chiamare Sai Panda (dal nome dell’auto in cui attende il ritorno della moglie), ha fondato una setta religiosa, il Pandismo e, raccolto nella posizione del loto, dal tempio-abitacolo della sua macchinetta accoglie e benedice con un largo sorriso i devoti, cui dispensa parole di saggezza. Sua Divina Grazia Sai Panda è ancora lì parcheggiato in Corso Luce, ora Via della Contemplazione. Non si hanno notizie della moglie.

sabato 16 luglio 2011

Il Galatino anno XLIV n° 13 del 15 Luglio 2011

Luglio, col bene che ti voglio

Tra tutti gli Enti, il Comune ha il volto a noi più familiare. Dirlo sembra superfluo, ma interloquiamo col più vicino dei terminali della Pubblica Amministrazione per ottenere città pulite o scuole efficienti. Servizi immediatamente tangibili, che presuppongono non tanto un meccanismo ben rodato ma soprattutto risorse finanziarie, vulgo “piccioli”. Proprio quelle risorse, che l’ultima ingegnosa manovra licenziata dal Governo intende sottrarre copiosamente agli Enti locali, oltre che a quei noti, spregevoli nababbi dei pensionati italiani. Per destinarle, scommettiamo?, a ripianare in parte il deficit statale, si ribadisca ad alta voce, formato anche dai 400 milioni spesi per gli ultimi referendum che non si è voluto accorpare alle consultazioni precedenti; dai 700 e passa che costituiscono il rifinanziamento alle missioni militari all’estero; dal peso dei vari Enti inutili oppure, è appena il caso di ricordare, dal costo delle migliaia di auto blu e voli di stato che generosamente si concedono i “nostri cari”: e si intenda quest’aggettivo come “costosi, superflui, larghi di manica (col denaro dei contribuenti)”. Nell’obiettivo della sobrietà richiesta a tutti, si inquadra forse l’encomiabile esempio che viene dall’ultimo Consiglio comunale, entrato di diritto nel Guinness dei primati per brevità e concisione dei discorsi. Sono soddisfazioni.

E piace annotare come, anche in periodo di ristrettezze, nella nostra Galatina ci si impegni a riasfaltare alcune vie del centro (ma il Rione Italia ancora aspetta, speranzoso, qualche attenzione) od a ripulire e piantumare le aiole della “pupa”, sia pure per munifica opera di privati. Passa in secondo piano la temperie politica di cui ci riferisce il Direttore nel suo editoriale. Le fibrillazioni della maggioranza sono, per così dire, l’abituale rumore di fondo cui non facciamo più caso: e non parliamo in particolare di quest’ultima Amministrazione né specificamente di Galatina, perché le vicine Lecce, Nardò e Gallipoli hanno vissuto e vivono le nostre stesse incertezze degli ultimi anni. Quindi, incuranti di inciuci e pettegolezzi, lasciamo pure che la natura politica faccia il suo corso, impedendole magari di infierire crudelmente sulle nostre già temperate gonadi; e guardiamo con ottimismo il bicchiere mezzo pieno. Vorremmo che ci fosse consentito di gustarcelo seduti in una piazza S. Pietro priva non solo di fioriere (torneremo a parlare della vexata quaestio), ma soprattutto di auto: chiediamo troppo?

Bonu ‘state a tutti.

venerdì 1 luglio 2011

Iniziative culturali a Kaltein - 1 Luglio 2011

Gemeinde Kaltein – Comune di Kaltein

Programma della manifestazioni estive Luglio 2011

3 Luglio h. 21 – Apertura: benvenuto delle Autorità

h. 21,30 – Esibizione gruppo emo “Le contrizioni”

h. 22,30 – Convegno “Le derriere magnifique, prospettive a posteriori: fortuna e carriera al femminile, dalla Venere Callipigia ai politici donna contemporanei”; in chiusura, serena discussione con colluttazione generale

h. 22,35 – Buffet offerto dallo sponsor CementiInquinanti S.p.A.

10 Luglio h. 21,30 – Esibizione gruppo neopunk “Morty Toys” (I giocattoli di Mortimer)

h. 22,30 – Convegno “Simbologia del potere: dai calzini azzurri del giudice Mesiani alle bretelle rosse di Giuliano Ferrara ed altri”; segue dibattito aperto con scazzottata democratica

h. 22,35 – Buffet offerto dallo sponsor Caseificio Sapori Sintetici

17 Luglio h.21,30 – Esibizione duo melodico “Eddy Treno & Zita Capone”

h. 22,30 – Forum “Decadenza cittadina: come, perché, quantunque, sebbene”; a seguire, pacato scambio di opinioni, sassaiola e feriti lievi

h. 22,35 – Buffet offerto dallo sponsor Libreria Le scartoffie polverose

24 Luglio h. 21,30 – Concertino Quartetto Vocale “I Madrigalisti Pallosi”

h. 22,30 – Convegno “Aldo Cazzullo e le cazzullate del Corsera: come prendere per i fondelli la pubblica opinione sull’Unità d’Italia ancora dopo 150 anni”; in conclusione di dibattito, duello rusticano all’arma bianca

h. 22,35 – Buffet offerto dallo sponsor Hacker Software House

31 Luglio h. 21,30 – Esibizione del gruppo pop “I Fedeli d’Amore”

h. 22,30 – Convegno “Prospettive culturali nel 3° millennio: Analfabetismo di ritorno & Beata Ignoranza”; a seguire, scambievole lancio di microfoni e poltrone tra relatori e pubblico. Breve saluto delle Autorità e chiusura dei lavori

h. 22,35 – Buffet offerto dallo sponsor Sanitaria Epidemic

L’Assessore

Frau Dietlinde