domenica 11 aprile 2021

Il Galatino anno LIV n° 7 del 9 aprile 2021

 

Vengo anch’io? No, tu no

 

“Si potrebbe andare tutti quanti al Centro Vaccinale

Vengo anch’io? No, tu no

Per vedere se gli anziani hanno la precedenza davvero

E scoprire che passa avanti la “gente speciale”

E vedere di nascosto l’effetto che fa

Vengo anch’io? No, tu no”

 

Fosse vivo, Enzo Jannacci (medico e cantante) avrebbe vinto a Sanremo con merito.

sabato 27 marzo 2021

Il Galatino anno LIV n° 6 del 26 marzo 2021

   Prescrizioni, consigli e raccomandazioni

   In alcuni, per fortuna pochi, l’emergenza pare non aver indotto cambiamenti significativi nei comportamenti col prossimo e nei luoghi pubblici. Forse è il caso di ricordare, alla nostra maniera, le regole del bon ton insieme alle pratiche di prevenzione. 

   È obbligatorio fuori di casa indossare la mascherina coprendo perfettamente la parte inferiore del volto, naso compreso. Ne soffrirà il nostro senso estetico, privato della contemplazione della vostra apollinea bellezza, ma ragioni superiori impongono questo duro sacrificio. 

   La distanza va mantenuta sempre e comunque, anche con il commilitone che non vedete dai tempi del C.A.R. di Casale Monferrato, II° scaglione ’63. Per la vostra e l’altrui salute e sicurezza. 

   Il rispetto della fila alla cassa del market, in farmacia, nello studio medico, è come un comandamento del Decalogo. Non ammette eccezioni, deroghe, permessi ministeriali, benefici cardinalizi, bolle papali. 

   Al supermercato si entra da soli a far provvista, mai in coppia, per non creare assembramento: e fa d’uopo che la signora che delega il marito a cotanta incombenza non lo rimproveri, successivamente, se la merce acquistata dal meschino non è nemmeno lontanamente paragonabile alla meravigliosa spesa di cui lei è artefice insuperata. Sia comprensiva, noi uomini facciamo presto, che non si coniuga con bene

   Ed infine. Siamo tutti stanchi della clausura, è vero, ma questo è il momento di dimostrare, ad esserne capaci, la civiltà e saggezza di un popolo che affronta la tragedia a testa alta

sabato 13 marzo 2021

Il Galatino anno LIV n° 5 del 12 marzo 2021

 

Il cuore è uno Zinga, e va

   Dice il noto cantante di voler trovare “un senso a questa storia, anche se questa storia un senso non ce l’ha”. Non si può dargli torto.

   Fondato un secolo fa a Livorno, un Partito si prefiggeva di difendere le classi subalterne, favorire l’emancipazione economica e culturale del proletariato e combattere lo sfruttamento dei lavoratori. L’eredità di quegli ideali è andata ad un movimento che in tempi recenti ha cambiato “ragione sociale” più volte, ed ogni volta allontanandosi maggiormente dal suo “oggetto sociale”, fino a rendersi paladino degli appetiti del grande capitale nelle sue multiformi incarnazioni nazionali e sovranazionali. Con altrettanta disinvoltura quel partito ha acclamato e deposto segretari, immolati sull’altare dell’interesse e della carriera di singoli e gruppi di scalatori del potere, tanto famelici quanto mediocri. È atteggiamento elegante e generoso non indagare su cosa rimanga degli ideali originari, diritto invece di chi ha sempre trovato il senso della propria militanza in quell’area politica. Chi non vi si riconosce, osservi in rispettoso silenzio un epilogo comunque traumatico, che priva di voce una parte di elettorato.

   Sarebbe cronaca, ma diventa teatro, commedia dell’arte, nel momento in cui le “Sardine” occupano la sede del partito e un comico sedicente “elevato” (e già fondatore di un movimento stellare in crisi di identità) si propone come segretario. La situazione politica in Italia è grave ma non è seria, avrebbe commentato Flaiano.

lunedì 1 marzo 2021

Il Galatino anno LIV n° 4 del 26 febbraio 2021

 

Festeggiare e prevenire

   Sono piuttosto indifferente ad alcune ricorrenze laiche perché le ritengo consuetudini consumistiche, alle quali ci si può adattare svogliatamente soltanto per inerzia e conformismo. Non l’8 marzo. È mia opinione che l’appuntamento con i rametti di mimosa e le galanterie maschili dovrebbe rinnovarsi e, pur mantenendo l’aspetto ludico e spensierato, riportare l’attenzione (mai inutile in questo ambito) non solo alle troppe violenze, ma anche al riguardo forse eccessivo verso gli autori dei crimini sulle donne, che è oltraggio alle vittime ed ai loro familiari.

   L’8 marzo può diventare l’occasione per ripensare, finalmente ed in maniera compiuta, ad un sistema di prevenzione che possa limitare al massimo la libertà di movimento per i soggetti ritenuti capaci di esercitare violenza.

   Il diritto fondamentale del genere femminile alla sicurezza, dato per acquisito, mostra la sua precarietà nel momento in cui è necessario celebrarlo con una festa.

domenica 14 febbraio 2021

Il Galatino anno LIV n° 3 del 12 febbraio 2021

 

La buona educazione

   È certo che l’autore di queste quattro righe nulla comprenda di strategie comunicative; pertanto, l’improvvisata conferenza stampa rilasciata in piazza di Monte Citorio, davanti ad una selva di microfoni in equilibrio precario su un tavolino da picnic, può ben costituire l’icastica foto ricordo da tramandare a memoria imperitura dei “trionfi politici” del governo casalinian-contiano. Qualcuno troverà in questa immagine il glamour che noi, digiuni di look, image making ed altre amenità contemporanee, non siamo riusciti ad apprezzare: meschini, non abbiamo mai seguito il Grande Fratello, non siamo all’altezza di cotanta cultura. Però, dovendo questa colonia soccombere agli interessi superiori dell’alleanza carolingia Berlino-Parigi, a chi scrive piacerebbe che il triste destino si compisse senza sguaiati tweet e messaggi social, con la riservatezza ed i modi felpati e sorridenti di un furbo banchiere.

giovedì 4 febbraio 2021

Il Galatino anno LIV n° 2 del 29 gennaio 2021

 

“Non restare chiuso qui, pensiero”

   Qualche famoso, ma non abbastanza da non poter essere dimenticato post mortem, anni fa ebbe a dire che entro breve tempo avremmo assistito ad una progressiva restrizione delle libertà. Credo non ci siano dubbi che questo avvenga oggi. Siccome il processo è lento e graduale, non è percepibile se non paragonando la nostra attuale possibilità di movimento e contatto e scambio intellettuale col prossimo rispetto a due, tre anni fa.

   Si dirà che l’emergenza pandemica impone cautele personali e collettive; che è responsabilità individuale proteggere sé stessi e gli altri; che, infine, il bene di tutti è una costruzione in cui il singolo mattone deve incastrarsi ed aderire perfettamente per garantire la stabilità dell’intero edificio.

   Tutto giusto e sacrosanto. Ma, rifletto, in questa colossale clausura viene meno per atrofizzazione, ridotto all’immobilità nell’angusto spazio delle quattro mura domestiche, anche l’esercizio minimo di quel muscolo metafisico che è il discernimento: i cui movimenti sono la voglia di capire, di scegliere e, quando necessario, di dissentire.

domenica 17 gennaio 2021

Il Galatino anno LIV n° 1 del 15 gennaio 2021

 

D.a.d.

   La didattica a distanza avrà effetti apprezzabili tra qualche lustro, quando le generazioni interessate da questa misura saranno parte attiva della società e, si teme, anche in posizioni di rilievo. Mostra i suoi limiti già oggi la formazione telematica, a pochi mesi dalla sua introduzione: maestre ed insegnanti rivestono il ruolo di medium da seduta spiritica. “Ci siete? Se mi ascoltate, date un segno della vostra presenza!”, che non è evocazione delle anime di trapassati, ma implorazione rivolta ad alunni e studenti in carne ed ossa, immersi in occupazioni imprecisate durante le ore di lezione via web. Abbiamo il dubbio che l’acronimo D.a.d., nella mente perversa degli estensori, voglia significare “disastro annunciato definitivo”, in linea col progetto volto a disporre politicamente di una platea di cittadini ed elettori segnati da analfabetismo cognitivo, quindi manipolabile con facilità.

   È plausibile che da una generazione così “istruita”, ed usiamo l’aggettivo in un momento di particolare euforia, possano emergere “personalità” (vedi precedente entusiasmo) tali da esercitare in futuro le funzioni di: Ministro degli Esteri, portavoce del Presidente del Consiglio, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Qualcuno potrebbe obiettare che già adesso la situazione rispecchi quella da noi ipotizzata da qui a qualche anno. Rispettabile opinione.

   Ed ora, “noi avessimo finito”. Come direbbe uno “statista” dalle parti della Farnesina.