lunedì 28 settembre 2020

Il Galatino anno LIII n° 15 del 25 settembre 2020

 

Terra di nessuno

   Nel 1969 un professore dell’università americana di Stanford condusse un esperimento di psicologia sociale che riportiamo sinteticamente: due auto identiche furono lasciate abbandonate. La prima nel famigerato quartiere del Bronx a New York, la seconda in una zona residenziale in California. L’auto a New York venne vandalizzata e distrutta in poco tempo, quella a Paolo Alto rimase intatta finché il ricercatore ne infranse un vetro. Allora anche questo esemplare seguì la sorte della prima. Esperimenti analoghi confermarono negli anni seguenti la “teoria delle finestre rotte”: un piccolo episodio di degrado dell’ambiente urbano, se non riparato, genera un crescendo progressivo di disordine, vandalismo e violenza che poi è difficile da contenere se non con misure eccezionali.

   Cosa vogliamo dire: le città hanno centro e periferie. Curare gli arredi pubblici, il decoro e l’estetica dei “salotti urbani” è opera meritoria per la cultura e la civiltà cittadine e, più prosaicamente, al fine di valorizzazione turistica e commerciale.  Ma le periferie, anche più densamente popolate del centro, meritano uguale attenzione. Quando interi quartieri sono lasciati senza la vigilanza, costante e visibile, delle forze dell’ordine; se pochi esaltati hanno libertà di deturpare gli spazi pubblici coi resti dei loro banchetti itineranti (bottiglie vuote, contenitori della pizza, lattine); quando scorribande stradali tossiche ed alcoliche ed improvvisati rave party sino alle 4 del mattino diventano la colonna sonora del “riposo notturno” dei residenti (contribuenti ed elettori come gli altri), allora si può tranquillamente affermare che la legge è uguale per quasi tutti.

mercoledì 17 giugno 2020

Il Galatino anno LIII n° 11 del 12 giumo 2020

Frammenti di un discorso noioso

 

Sabato, ora di pranzo, squillo di telefono. Sullo schermo appare un numero, prefisso 02: rispondo, con sommo sprezzo del pericolo. Voce di donna giovane, italiano approssimativo quanto volenteroso, accento dell’est Europa.

“Signor Pasquino Galatino?”

Sono io, chi è?

“Buongiorno signor Galatino, sono Alessandra del Gruppo Assicurativo ACME, disturbo?”. Mentre parla, immagino che questa Alessandra potrebbe in realtà chiamarsi Yulia o Dana o Evghenia

Ma no, guardi, speravo davvero che qualcuno mi chiamasse all’ora di pranzo

“…..” (secondi di silenzio, poi risatina nervosa: ha capito la battuta)

“Le posso chiedere due minuti per un’intervista?” (si sente che sta leggendo)

Tolto il primo, gliene resta un altro: dica pure

“Posso chiederle il titolo di studio?”

Laurea

“In quale settore?”

Pedagogia degli ortaggi a foglia larga

“…..” (silenzio imbarazzato)

“Ha già un’assicurazione infortuni e malattia?”

No, perché?” La mia mano sinistra regge il cellulare, la destra compie l’osceno gesto apotropaico

La ragazza comincia a magnificare i vantaggi della polizza, poi domanda: “Lei pratica sport estremi?”

“Di che tipo?”

Contraddire mia moglie                                                                                                                                “…..” (silenzio intergalattico). È in crisi di identità

“Possiamo inviarle un preventivo polizza via email o sms?”

Anche con piccione viaggiatore

“…..” (silenzio tombale)

“Grazie signor Galatino, e buona giornata”

Grazie a lei per avermi allontanato dal piatto, buon lavoro

 


sabato 30 maggio 2020

Il Galatino anno LIII n° 10 del 22 maggio 2020

Nomina sunt consequentia rerum

 

   Rifletto che il luogo in cui si viene al mondo contribuisce a determinare il corso di una vita. Cosa sarebbe stato di Tom Cruise se, invece di nascere nello stato di New York negli USA, fosse nato – poniamo – in Molise? Si sarebbe chiamato Tommaso Crociera, avrebbe forse fatto il rappresentante di ferramenta per professione, girando di negozio in negozio con la cartella degli ordini sottobraccio? Ed Amy Winehouse, sarebbe cresciuta in Italia come Amelia Cantina? Avrebbe avuto un’esistenza più tranquilla, magari come madre e maestra elementare, chiudendo serenamente i suoi giorni tra parenti e nipoti, invece che a 27 anni disfatta da alcol e droghe?

   Ma proviamo ad invertire la prospettiva. Se – immaginiamo – ti chiami Bob Hope, inglese naturalizzato statunitense, vivi e lavori come attore di film brillanti nell’America pre- e post-bellica, puoi ottenere un posto nella hall of fame e la mattonella con l’impronta delle tue mani sul marciapiede dell’Hollywood Boulevard a Los Angeles.

   Ma non nell’Italia del 2020. Qui ed oggi ti promuovono Ministro della Salute, tale Roberto Speranza: un nome, un programma.


venerdì 8 maggio 2020

Il Galatino anno LIII n° 9 dell'8 maggio 2020


Vieni avanti, decretino

Siccome nel Palazzo il caos regna sovrano, con inversione di ruoli ed attribuzioni, si può dire che tutto è nella norma. L’eccezione sarebbe il contrario, qualcosa anche minima che funzionasse regolarmente. Parte della minoranza (i sedicenti “responsabili”) si offre di puntellare il governo. Di conseguenza l’opposizione viene dall’interno stesso della maggioranza: diversamente non ci sarebbe gusto, come quando non ti lecchi le dita e godi solo a metà. Forte di questa precaria stabilità, o se preferite di questa stabile precarietà, e non avendo alternative valide, il governo ingurgita immeritata fiducia dal Colle ed erutta copiosamente piccoli decreti: decretini, potremmo chiamarli. Leggeri, non impegnativi, digeribili, annunciati di solito via social nell’orario dell’happy hour, l’aperitivo serale. Allentati i freni inibitori dei tempi eroici, anche i pentastellati di governo si iscrivono al partito dei MESchini, si MEScolano ai fautori della svendita nazionale. Restano insormontabili divergenze col PD: principalmente sul colore delle cravatte e sul taglio di capelli (corto o ribelle?). Qui si giocano le sorti della nazione.
Nel frattempo, timidamente avanza la Fase 2, questa rivoluzione tanto annunciata ed ancor più attesa. Al segnale, scatenate cappuccini e brioche.

venerdì 24 aprile 2020

Il Galatino anno LIII n° 8 del 24 aprile 2020


Arresti domiciliari

   In coda ordinata all’ingresso di supermercati e farmacie, con la protezione di mascherina e guanti monouso: dimostrazione plastica del subitaneo evolvere della folla italiana, formata da anarchici “individui” generalmente poco inclini alle regole della convivenza, in “popolo” disciplinato e rispettoso verso il prossimo. Effetto secondario di un distanziamento sociale imposto non in forza di una legge votata in Parlamento, ma con un semplice provvedimento amministrativo – sebbene “alto” – quale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Materia per esperti di Diritto, che vogliano indagare se negli atti del Premier vi sia vulnus, ad esempio per gli articoli 16 e 17 della  nostra Carta Costituzionale che salvaguardano i diritti di circolazione e di riunione. Di proroga in proroga, qualcuno spera di certo che le persone si adattino alla “normalità” di misure dettate da contingenza e che la provvisorietà diventi permanente, chiedendo scusa per la contraddizione in termini.
   Ebbra di libertà, degenerata spesso in libertinaggio e licenza, l’italica stirpe di “poeti, santi e navigatori”… ma anche di trasgressori, ritrova le virtù perdute unicamente sotto il tallone dell’imposizione, del divieto, del rigore, come avviene in periodi eccezionali della storia. Ha detto anni fa Gianni Agnelli, e per una volta non si può a posteriori non dar ragione ad un personaggio sopravvalutato, che in Italia riforme di destra sarebbero state possibili solo affidandole a governi di sinistra. La profezia del campione piemontese del “capitalismo casereccio” si è avverata, piaccia oppure no, con poche e soffocate voci di dissenso.

venerdì 10 aprile 2020

Il Galatino anno LIII n° 7 del 10 aprile 2020


Un bel tacer non fu mai scritto
   Quando si è personaggio pubblico, nulla è più difficile che esprimere le proprie opinioni solo riguardo a ciò di cui si ha competenza. Questo spiega il diluvio di parole che dal piccolo schermo dilaga nelle nostre case. Dell’emergenza discutono, con l’aria di chi la sa lunga, calciatori e pizzaioli, gestori di slot machine e venerati bonzi tibetani inclini alla mondanità, maestri del pensiero debole ma dal robusto appetito e dive cinematografiche per mancanza di prove. Per carità: nel loro campo, autorità indiscusse. Ma conforterebbe, noi comuni mortali, che a pronunciarsi sul flagello del momento fossero gli scienziati, per spiegare la natura del male con parole piane; ed i politici, non i loro ghostwriter del Grande Fratello, per proporre rimedi socialmente ed economicamente efficaci.
   Di recente un famoso allenatore di calcio tedesco ha detto, con umiltà davvero apprezzabile: "Non può essere che chi non ha conoscenza della materia come me parli di certe cose",
   A Jurgen Klopp tutta la mia stima, come uomo prima che come sportivo.

sabato 28 marzo 2020

Il Galatino anno LIII n° 6 del 27 marzo 2020


Anche i galatinesi, nel loro piccolo…

   L’originalità di noi galatinesi è leggendaria. Una caratteristica che ci ha reso famosi dovunque. Abbiamo inventato la grande industria nel Salento grazie ad imprenditori di capacità e lungimiranza straordinarie. In tempi lontani, Galatina ha vantato esponenti politici che hanno perseguito unicamente il bene comune, mai inseguendo il proprio particulare o l’arricchimento illecito. Per tacere di tanti uomini di cultura che hanno dato lustro alla nostra città, facendola conoscere in Italia e nel mondo.
   Ma, si parva licet, è un genio anche quel tizio che, in piena emergenza Covid-19 e conseguenti divieti di spostamento, fermato dalla forza pubblica, ha dichiarato di essere al mare a passeggio per evadere dal carcere domestico e da una moglie aguzzina. Mostrando agli agenti esterrefatti anche una particolareggiata, inequivocabile autodichiarazione.
   Urge Premio Nobel per la fantasia a quest’uomo.