venerdì 27 ottobre 2023

Il Galatino anno LVI n° 17 del 27 ottobre 2023

                                          Quattro ruote e due neuroni (in totale)

   Congresso di Premi Nobel della circolazione, il giovedì mattina, in zona Fiera. Si consuma lo psicodramma del parcheggio al mercato, istantanea della cosiddetta società civile in assenza di un soggetto regolatore. Nel nostro caso incarnatosi nell’unico vigile urbano presente, condannato da un destino cinico e baro a dirigere il traffico all’incrocio Viale Jonio - Via Lecce e, ahilui/lei, ad inalare per ore i miasmi dei veicoli in transito e riemetterli dal fischietto.

   A 200 metri, nei pressi dell’ex Mercato Boario (oggetto di roboanti programmi mai realizzati), un cartello stradale ammonisce a non risalire da Ponte Picaleo verso via Lecce, ogni giovedì tra le 7 e le 14. Testimoni oculari raccontano di aver visto rispettare il divieto. Sicuramente è successo: chi scrive non ha ancora assistito a tanto prodigio. Di conseguenza, una nutrita schiera di scapricciatielli del Codice, al volante del proprio mezzo, imperterrita si avventura controsenso (ça va sans dire) per affermare il proprio diritto al transito, ostentando una mimica facciale che, sia concesso, ricorda altra pars corporis poco espressiva e generalmente celata alla vista.

   Il flusso veicolare improprio genera un caos biblico di auto ferme, impossibilitate sia ad avanzare che a tornare indietro. C’è chi perde la pazienza: avete indovinato, proprio chi non avrebbe dovuto essere lì, a quell’ora ed in quella via. Come è facile intuire, dalle palore (che non conviene riportare) si passa rapidamente alle vie di fatto. Una signora, sgusciata dalla sua macchinina, ingaggia una furibonda colluttazione con la nemica proveniente dalla direzione opposta, che si conclude in favore della più anziana delle due per k.o. tecnico al terzo round, grazie ad un colpo ben assestato in testa all’avversaria con la busta di patate usata a mo’ di clava. Gli allibratori presso l’improvvisato ring la quotavano perdente a 1,5 causa evidente sproporzione di mezzi fisici (welter c/peso massimo): la puntata invece assicura una ricca vincita agli audaci scommettitori.

   Più avanti, un giovane circonfuso di insuperabile tochità, dal finestrino della coupé “nero inferno” di marca bavarese recita il mea culpa (“Non avremmo dovuto entrare”) in modo affatto ordinario, battendo tre pugni sul cofano della Bianchina dell’incolpevole vecchietto sulla via di casa, per costringerlo ad indietreggiare e fargli strada.

   A-morale della favola: in assenza di guardiani, il popolo osserva la legge, però la sua.

sabato 14 ottobre 2023

Il Galatino anno LVI n° 16 del 13 ottobre 2023

 

El robo de San Miguel

Telenovela mexicana - Episodio n° 3

 

   En una oscura noche, mientras la gente honesta estaba durmiendo, las paredes de la Casa Comunal de Nueve (pequeña pero linda ciudad nel corazón de Saliento mexicano) fueron pintadas con las imágenes de San Pedro y San Pablo.

   A la población Nuevena, gente muy brava y muy orgullosa de sus tradiciones, este acto pareció una provocación. El alcalde De La Virgin, seguramente y sin ninguna duda el mejor y mas sonriente alcalde del mundo y del universo, preguntó al pueblo Nueveno reunido en la plaza por la fiesta: “¿Querida gente de Nueve, te gusta el murales?”

   Respondió con una sola voz el pueblo: “¡Nos gusta una pareja de coyotes! ¿Que cactus tienen que ver San Pedro y San Pablo con Nueve? ¡Inmediatamente queremos la sagrada imagen de nuestro protector San Miguel!”.

   Y fue revolución: con Lori de los Tondos. pasionaria local, comandante en jefe de la revuelta popular.

 

   Non cambiate canale. Dopo la pubblicità, la nuova puntata della telenovela, sempre su questa rete.

venerdì 15 settembre 2023

Il Galatino anno LVI n° 14 del 16 settembre 2023

 

Espressioni gergali, istruzioni per l’uso

 

1)   T’aggiu crisciutu” (“Ti ho nutrito”): frase caratteristica della confinante della vostra casa d’infanzia, che vi rivede adulti. Non attiene ad effettive prestazioni vicinali di cura e/o assistenza nel passato. Non mostrare confidenza eccessiva.

2)     N’imu spartutu lu sonnu” (“Abbiamo condiviso le notti”): appartiene a persona con cui, per anni, avete scambiato asettici “buongiorno” e “buonasera” sulle scale del condominio. Rispettare l’educata usanza.

3)     De ci si’ fiju?”: la domanda introduce dotte disquisizioni araldiche sulle comuni origini risalenti al tardo ‘600. Non rivelare le ascendenze, neanche sotto tortura.

4)   Cchiù nnanti ave postu”: (“Più avanti ci sono parcheggi liberi”). Unità cinofile sono ancora alla ricerca dei dispersi nella savana. Diffidare, diffidare sempre.

domenica 16 luglio 2023

Il Galatino anno LVI n° 13 del 14 luglio 2023

 

Come eravamo

   Rispolvero vecchi album di fotografie e “super 8” della durata di pochi minuti. Reperti storici anteriori alla digitalizzazione delle immagini e dei documenti, conservati in un archivio familiare. Mute testimonianze della tecnologia artigianale dello sviluppo di pellicole e della stampa su carta sensibile in camera oscura.

   Rivedere sé stessi giovani, misurare non senza un grammo di vanità senile il proprio aspetto esteriore asciutto e muscoloso; dedicare un pensiero nostalgico alla biondina sorridente nella scolorita Polaroid scattata in spiaggia. La ragazzina che ci ha fatto perdere la testa, la prima di tante. Nell’ora che, anagraficamente, “volge il disìo”, rammentare l’epoca d’oro della gioventù, sia pure attraverso un amarcord malinconico, è abitudine consolatoria per chi si affaccia alla terza età. Ci si conceda senza rimpianti questa debolezza umanamente comprensibile: in fondo, l’etimologia del verbo ricordare è “riportare al cuore”.

   Altrettanto perdonabile è “l’operazione nostalgia”, la rievocazione (lungi da noi il definirla parodistica) di un momento della vita cittadina economicamente, politicamente, culturalmente irripetibile, sic stantibus rebus. Non si infierisca sul tentativo di esaltare i fasti passati, tanto apprezzabile dal punto di vista dell’orgoglio campanilistico, quanto masochistico per l’ingeneroso paragone con un oggi incerto e declinante.

   Questo, non altro, è possibile attuare senza una progettualità a lungo termine ambiziosa ma realistica, e non avendo più con i “Santi in Paradiso” quei canali privilegiati che realtà vicine hanno monopolizzato a loro favore. E questo si fa.

venerdì 9 giugno 2023

Il Galatino anno LVI n° 11 del 9 giugno 2023

                                                                    Donne e motori

   Attribuiscono ad Henry Ford, fondatore della nota casa automobilistica, un aforisma: “Quello che non c’è, non si rompe”. Il successo di vendite delle sue vetture si è basato inizialmente sulla semplicità meccanica e l’assenza di accessori inutili, oltre che su un prezzo accessibile al cliente medio.

   Raccontano pure che l’industriale americano si togliesse il cappello al passaggio delle Alfa Romeo, in segno di ammirazione per quel marchio. Non è un caso che le auto con lo stemma del “biscione” siano tra le più ricercate nel mercato dei veicoli d’epoca, a quotazioni notevoli.

   Quello delle automobili è un settore saturo. La transizione verso la propulsione elettrica, sebbene agevolata fiscalmente, non decolla, sia per il prezzo iniziale che per l’ancora scarsa diffusione di stazioni di ricarica. La concentrazione dei marchi ha poi creato un appiattimento di linee e meccaniche: si comprende perciò lo stupore di chi acquista la prestigiosa auto tedesca, per scoprire sotto il cofano un proletario motore francese, neanche tra i più affidabili. Un esempio fra tanti.

   Questo Paese è stato un tempo la fabbrica di eccellenze su quattro ruote. L’ultima generazione di industriali, che di italiano non ha più neanche il cognome, ha deciso che la finanza abbia appeal maggiore della meccanica di pregio, ed ha quindi ceduto ad un gruppo internazionale a guida francese il controllo del settore nazionale dell’auto. La conseguenza diretta è la perdita di impianti, posti di lavoro, know-how, come testimonia l’azzeramento della gamma di un marchio noto un tempo per le vittorie nei rally e per l’eleganza e raffinatezza delle vetture. Ed il brand di auto sportive più noto al mondo è lontanissimo ormai da anni dai podi della Formula 1.

   A Napoli un detto popolare, qui irripetibile in modo esplicito, vorrebbe che non si possa affidare ai ragazzini, le criature, un particolare anatomico indiscutibilmente molto ambìto dal pubblico maschile adulto. Le criature non saprebbero che farsene. Questo abbiamo ricordato, riflettendo sui destini ormai segnati dell’auto italiana, giocattolo ereditato da mani incoscienti.

venerdì 19 maggio 2023

Il Galatino anno LVI n° 10 del 19 maggio 2023

 

Diplomazia portami via

   L’impero americano è all’inizio della sua parabola discendente. La narrazione storica fornisce esempi numerosi di imperi collassati per cause di natura sia esogena che endogena, da Erodoto e Tacito in poi. Con una semplificazione forzata, si potrebbe far coincidere l’avvio di questa fase con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, e la quasi contemporanea ascesa della Cina a competitore principale. Scomparso il vecchio “nemico”, contro cui coalizzare forze interne ed alleate, ed individuato il prossimo nella Repubblica Popolare, il processo implosivo statunitense ha esordito quasi in sordina, per manifestarsi di recente con la netta spaccatura dell’elettorato che ha dato origine a convulsioni mai immaginabili prima, e causato l’emersione della violenza politica come “mezzo possibile” della scalata al potere della più grande democrazia occidentale.

   Il modello della globalizzazione di matrice americana, esportato manu militari in tutto il mondo, ha mostrato un limite invalicabile: l’impossibilità di produrre e consumare all’infinito in un ecosistema che dispone di risorse limitate. Sono in crisi irreversibile sia il paradigma consumistico occidentale che la Nazione che ne ha fatto la pietra angolare del proprio sviluppo. La geopolitica insegna che le gerarchie fra gli Stati sono determinate dal controllo della distribuzione delle risorse finite di cui abbiamo accennato. L’America ha condizionato a suo vantaggio queste relazioni non tanto con fondamenta economiche sane e solide, ma attraverso la dislocazione globale delle proprie forze armate per dominare i flussi di materie prime, merci e transazioni finanziarie. Lo scenario mondiale in evoluzione (Cina, BRICS, Medio Oriente e continente africano) sovverte le magnifiche sorti e progressive degli Stati Uniti e dell’Occidente suo alleato, tra cui l’Italia, territorio ospite di oltre 100 basi militari USA, alcune dotate di testate nucleari, il cui perimetro è off-limits.

   La sovranità di uno Stato è certificata, per definizione, dalla capacità di mantenere il monopolio della forza sul territorio ma anche dalla libertà di iniziativa nelle relazioni con altri Stati. L’Italia non possiede né l’una né l’altra, legata militarmente e diplomaticamente com’è da remoti trattati internazionali che le sono stati imposti per ragioni che è lungo elencare.

   Il destino italiano riposa purtroppo su basi instabili. USA ed Italia, simul stabant, simul cadent.

venerdì 5 maggio 2023

Il Galatino anno LVI n° 9 del 5 maggio 2023

 

In tema di rispetto della libertà d’espressione

  Nell’indice 2022 sulla libertà della stampa, Wpfi, elaborato da Reporters senza frontiere, l’Italia risulta 58ma su 180 paesi esaminati. Rispetto alla posizione 41 occupata nel biennio 2021 e 2020, si tratta di uno smottamento di ben 17 posizioni, il che la colloca peggio di paesi come Giamaica (12), Costa d’Avorio (37), Taiwan (28), Gambia (50), Romania (56).” *

    Particolare attenzione è riservata nel Rapporto al "caso" Italia, uno dei Paesi del Consiglio d'Europa in cui «i giornalisti sono sempre più spesso portati in giudizio per diffamazione» e tra gli Stati in cui si è registrato il più alto numero di casi di molestie, intimidazioni e campagne denigratorie nei loro confronti. «L'Italia – si legge ancora – non solo non ha depenalizzato la diffamazione, ma il suo nuovo governo ha dato la sua benedizione all'uso di procedure giudiziarie per mettere a tacere i suoi critici».” **

   Il “caso Italia” denuncia una duplice criticità: a) il tentativo di addomesticare il giornalismo “non allineato” mediante misure coercitive, che vanno dalle querele per diffamazione, più o meno fondate quando non strumentali, alla denigrazione sic et simpliciter, e b) la promozione con ogni mezzo della stampa embedded, “irregimentata”, le cui funzioni di informazione pubblica, critica e pungolo del potere sono inficiate da cointeressenze e reciproci do-ut-des.

   La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (art. 21 Cost.). Una sana dialettica potere-stampa prescrive che si confrontino opinioni con opinioni, che ai fatti si contrappongano fatti documentati. Il riconoscimento dell’interlocutore ed il rispetto della sua dignità di persona, prima, e poi di giornalista, è canone basilare di buona educazione, civiltà e galateo istituzionale: affermazione tanto ovvia da sembrare pedanteria doverla ribadire. Al contrario, costituisce l’espressione patologica di una concezione “padronale” della cosa pubblica l’affibbiare epiteti ridicolmente infantili a chi osa “cantare fuori dal coro” (diritto intangibile, piaccia o no), nel tentativo patetico di “bullizzare” la voce scomoda. In modo particolare quando gli insulti, veicolati attraverso i social, sono proferiti da figure alle quali è stato affidato (forse incautamente) il ruolo di portavoce del potere.

 

 

 

 

* https://lavocedinewyork.com/news/first-amendment/2022/05/17/italia-indice-liberta-di-stampa-classifica/

** https://www.fnsi.it/protezione-del-giornalismo-presentato-il-rapporto-2023-del-consiglio-deuropa-liberta-di-stampa-in-continuo-degrado