domenica 17 dicembre 2017

Il Galatino anno L n° 21 del 15 dicembre 2017

Desiderata

Mi associo a quelli che Ti hanno già augurato salute e serenità, fondamenti di un vivere tranquillo. Vorrei aggiungere alcuni auspici personali, che possano completare il senso delle mie argomentazioni, rese pubbliche già da molto tempo.
Innanzitutto auguro – prima a me stesso, poi a Te Lettore carissimo – di riuscire ad  interpretare correttamente ciò che i media propinano ogni giorno sotto dettatura partitica: in modo tale che, spogliandosi come Salomè dei suoi sette veli di menzogna, la Verità ci si mostri in tutto il suo nudo e crudo splendore.
Poi ci accompagni la lucida consapevolezza che il mandato che accordiamo col voto, quasi mai traduce in legge la nostra volontà politica. Il che rende ancora attuale il cinismo di Mark Twain: “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare”.

Ed infine, auguro a quella che considero la mia Patria (chi mi ha seguito sinora sa a quale Nazione mi riferisco) un autonomo, spontaneo riscatto morale, civile ed economico, che nasca dall’indispensabile conoscenza della Storia vera. Il resto, che per tradizione e cultura non ci appartiene, sia abbandonato alle fortune editoriali del Saviano di turno.

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