venerdì 25 novembre 2022

Il Galatino anno LV n° 19 del 25 novembre 2022

 

Milanesi al ciento pe’ ciento

 

   Mi sovviene un film del 1982, una commedia leggera, dal titolo “Si ringrazia la Regione Puglia per averci fornito i milanesi”. Rientra in un genere di comicità che all’epoca riscuoteva un discreto successo, testimoniato dal veloce diffondersi delle battute nello slang appulo-lombardo inventato e portato in auge da Diego Abatantuono ed altri, al Derby Club di Milano. Da molti anni quel tipo di umorismo non piace più, anzi disturba.

   È una domenica sera come tante. Il movimento ai gates in aeroporto è frenetico, tutti i voli sono prenotati con anticipo di mesi. La stragrande maggioranza dei viaggiatori è costituita da giovani salentini che lavorano per imprese settentrionali e vivono al Nord. Negli occhi umidi dei genitori da cui si separano leggo sentimenti di frustrazione, di rassegnazione, spesso di rabbia (quella di chi scrive queste trascurabili note). Anni di cure parentali e, aspetto secondario in confronto a quello affettivo ma non per questo meno degno di attenzione, di investimenti in formazione e sacrifici, per poi vedere la meglio gioventù contribuire al benessere settentrionale e volatilizzarsi nelle nebbie padane legami familiari e speranze.

   Il refrain è “Qui non c’è lavoro”, e su tale apodittica sentenza potremmo discutere per anni. Il conoscere, piuttosto, le cause storiche di questa nostra “minorità” economica, naturale o indotta che sia, equivarrebbe ad aver già risolto la “questione meridionale”. Cosa che non si vuole, perché i 70 miliardi di euro in prodotti e servizi che il Sud “colonia interna” acquista annualmente dal Nord non siano scalfiti neanche in minima parte.

   “Le lacrime che dai nostri occhi/vedrete sgorgare/non crediatele mai/segni di disperazione/promessa sono soltanto/promessa di lotta”. In ricordo perenne di Alexandros Panagulis.

venerdì 11 novembre 2022

Il Galatino anno LV n° 18 dell'11 novembre 2022

 

Tra aula e giungla urbana

   In provincia di Pisa, un professore in cattedra viene deriso da un giovane studente e reagisce colpendolo con un pugno. Scena immortalata, potrebbe essere diversamente?, dai cellulari e diffusa via social. La cronaca del fatto non specifica: trattasi di diretto, gancio o uppercut? La questione non è di poco rilievo, perché dalla natura del colpo potremmo giudicare misurata la risposta, anche nella concitazione dell’improvvisato ring scolastico, oppure eccessiva, d’istinto. E di conseguenza stabilire se il docente, con una reazione sproporzionata, abbia mancato di raccogliere il suggerimento propositivo di una futura celebrità della TV e magari trarne spunto per introdurre, con rinnovato spirito pedagogico, una lezione sul “ribellismo” e sul valore civico dell’irrisione verso l’autorità scolastica. O invece stabilire che l’incauto “prof” sia venuto meno al dovere di dare l’esempio, e ritenerlo pertanto punibile con la sospensione pur provvisoria dall’insegnamento; misura poi adottata in effetti.

   È riso amaro. Gli episodi di bullismo e violenza contro gli insegnanti, sia da parte di genitori che di studenti, sono narrazione quotidiana. Ho amici nella scuola, chi per vocazione e chi per necessità, in attesa di più appetibili occupazioni. Tutti, nessuno escluso, raccontano di un lavoro che un tempo era una missione gratificante sotto ogni punto di vista, non ultimo quello economico, e che invece oggi rivela un’inquietante affinità con la professione circense del domatore di tigri: essendo però impiego non altrettanto remunerato.

   Ho già scritto in precedenza della “necessità” da parte della èlite economico-finanziaria di disporre di una platea semianalfabeta per instaurarsi e conservare il potere; dico meglio, di consolidare il proprio imperio sul consenso inconsapevole di una maggioranza di persone deprivata degli strumenti cognitivi indispensabili ad emanciparsi dalla soggezione a quella stessa èlite. Lo sfascio del sistema scolastico, a partire dal disprezzo verso la classe docente, è il mezzo efficace per il raggiungimento dello scopo.