sabato 24 dicembre 2022

Il Galatino anno LV n° 21 del 23 dicembre 2022

 

E, per finire in bellezza…

   Un’azienda straniera è sbarcata anni fa in Italia ed ha conquistato in poco tempo una quota importante nel settore della telefonia mobile. La strategia commerciale di questo gestore è tanto semplice quanto geniale: offrire servizi basici ed affidabili ad un costo fisso mensile, economico ed invariabile; servizi che ora propone alle utenze domestiche. Tempestiva, efficace risposta ad una esigenza comune che, è evidente, altri hanno ignorato. Pertanto, il “facile solutore” dei diffusi problemi di comunicazione/connessione incarna, potenzialmente, un quasi-monopolista, avendo per primo soddisfatto un bisogno crescente e trascurato. L’esempio spiega ciò che segue.

   La civiltà contemporanea ha fatto della quotidiana precarietà la nostra unica tangibile certezza. Con un prevedibile gioco di parole, siamo sicuri dell’insicurezza personale in ogni interazione sociale, economica e politica. Per vivere abbiamo bisogno di certezze, merce difficilmente reperibile ai nostri giorni. Si è quindi creata una condizione di instabilità, terreno di coltura favorevole all’affermarsi di un “monopolista” politico (di cui ancora non si intravede la figura, per fortuna), fautore di soluzioni semplici a problemi complessi, elargitore di “verità” rivelate ed indiscutibili; evoluzione che la Storia dimostra essere sempre stata la peggiore nelle crisi del “secolo breve”.

   Per Natale mi sarebbe piaciuto trasmettere ottimismo: affido l’incarico ad altri. Auguri sinceri.

sabato 10 dicembre 2022

Il Galatino anno LV n° 20 del 9 dicembre 2022

 

Multas per gentes…

   Ripesco tra i ricordi – la scena mi diverte ancora oggi – la sera della festa patronale. Ti avvicini alla banda schierata sui gradini della Chiesa Madre, estrai dalla tasca della giacca del tuo costumino blu l’immancabile armonica a bocca e ti inquadri con compostezza professionale tra gli orchestrali che stanno eseguendo un repertorio classico. Due righe di spartito dopo il tuo “armonico” ed acusticamente ben distinguibile contributo, ogni strumento interpreta una sua propria partitura in totale anarchia di tempi e accordi, fin quando il direttore, a cui la situazione è sfuggita di mano, interrompe l’esecuzione tra gli sghignazzi del pubblico e la tua acclamazione, involontario eroe della serata.

   A tuo modo sei entrato nella storia della nostra piccola città, e lo hai fatto con la dolcezza che ha marcato il tuo approccio, sorridente e discreto. Le occasioni pubbliche, processioni o cerimonie funebri, celebrazioni civili e solennità religiose, ti hanno visto sempre impettito in prima fila, tra le autorità e la gente comune, quella che ti ha voluto bene per il tuo stato soave e la stagion lieta che la tua esistenza ha donato al prossimo.

   Grazie Corrado, dormi in pace.