venerdì 9 novembre 2012

Il Galatino anno XLV n° 18 del 9 Novembre 2012


Er popolo e l’usurocrazia

Ner paese di Bengodi, un ber giorno er dittatore
proclamò per presidente un famoso truffatore.
Colla scusa della crisi, quell’ignobile usuraro
raddoppiò tutte le tasse contr’er popolo somaro.
“Nun c’a famo, semo stanchi!”, scenne in piazza er popolino
sfila insieme lo studente, l’operaio, er netturbino,
l’insegnante, l’artiggiano, er tassista, er pensionato.
Er governo se ne fotte e s’intorta er sindacato.
Non contento, manna pure a sedare la sommossa
celerini e polizziotti che je rompeno le ossa.
“A Bengodi tutto bene, viva viva superMario!”
anche i media sono schiavi der padrone dell’erario.
Te la dice zi’ Pasquino la morale der sermone:
se la banca c’ha i governi, nun se fa rivoluzione.

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