venerdì 5 maggio 2023

Il Galatino anno LVI n° 9 del 5 maggio 2023

 

In tema di rispetto della libertà d’espressione

  Nell’indice 2022 sulla libertà della stampa, Wpfi, elaborato da Reporters senza frontiere, l’Italia risulta 58ma su 180 paesi esaminati. Rispetto alla posizione 41 occupata nel biennio 2021 e 2020, si tratta di uno smottamento di ben 17 posizioni, il che la colloca peggio di paesi come Giamaica (12), Costa d’Avorio (37), Taiwan (28), Gambia (50), Romania (56).” *

    Particolare attenzione è riservata nel Rapporto al "caso" Italia, uno dei Paesi del Consiglio d'Europa in cui «i giornalisti sono sempre più spesso portati in giudizio per diffamazione» e tra gli Stati in cui si è registrato il più alto numero di casi di molestie, intimidazioni e campagne denigratorie nei loro confronti. «L'Italia – si legge ancora – non solo non ha depenalizzato la diffamazione, ma il suo nuovo governo ha dato la sua benedizione all'uso di procedure giudiziarie per mettere a tacere i suoi critici».” **

   Il “caso Italia” denuncia una duplice criticità: a) il tentativo di addomesticare il giornalismo “non allineato” mediante misure coercitive, che vanno dalle querele per diffamazione, più o meno fondate quando non strumentali, alla denigrazione sic et simpliciter, e b) la promozione con ogni mezzo della stampa embedded, “irregimentata”, le cui funzioni di informazione pubblica, critica e pungolo del potere sono inficiate da cointeressenze e reciproci do-ut-des.

   La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (art. 21 Cost.). Una sana dialettica potere-stampa prescrive che si confrontino opinioni con opinioni, che ai fatti si contrappongano fatti documentati. Il riconoscimento dell’interlocutore ed il rispetto della sua dignità di persona, prima, e poi di giornalista, è canone basilare di buona educazione, civiltà e galateo istituzionale: affermazione tanto ovvia da sembrare pedanteria doverla ribadire. Al contrario, costituisce l’espressione patologica di una concezione “padronale” della cosa pubblica l’affibbiare epiteti ridicolmente infantili a chi osa “cantare fuori dal coro” (diritto intangibile, piaccia o no), nel tentativo patetico di “bullizzare” la voce scomoda. In modo particolare quando gli insulti, veicolati attraverso i social, sono proferiti da figure alle quali è stato affidato (forse incautamente) il ruolo di portavoce del potere.

 

 

 

 

* https://lavocedinewyork.com/news/first-amendment/2022/05/17/italia-indice-liberta-di-stampa-classifica/

** https://www.fnsi.it/protezione-del-giornalismo-presentato-il-rapporto-2023-del-consiglio-deuropa-liberta-di-stampa-in-continuo-degrado

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