venerdì 11 novembre 2016

Il Galatino anno XLIX n° 18 del 11 novembre 2016

Non nobis, Domine…

Forse avrà ricordato, Papa Bergoglio, la frase di Cristo “E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”, se si è scagliato contro i potenti con un ammonimento durissimo: "Cosa succede al mondo di oggi che, quando avviene il fallimento di una banca, immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla, ma quando avviene questa bancarotta dell' umanità non c'è quasi una millesima parte per salvare quei fratelli che soffrono tanto?"

Giusta e condivisibile, se pure alquanto generica condanna. Che però stride un po’ con il tenore di vita di alcuni illustri porporati, vicini al Pontefice non solo logisticamente in quanto inquilini di attici sfarzosamente ristrutturati all’interno delle mura leonine, ma anche dal punto di vista dottrinario, come predicatori di povertà e modestia. Qualche sermone moraleggiante è venuto dalla comoda poltrona di una Bentley da 200.000 euro, altri da seggi decorati in oro zecchino, dove questi personaggi anacronistici hanno sfoggiato strascichi rinascimentali da 20 metri.
Cosa abbia a che vedere tutto questo splendore con la parola del Cristo, lo spiegheranno, se vorranno, a noi peccatori penitenti.

venerdì 28 ottobre 2016

Il Galatino anno XLIX n° 17 del 28 ottobre 2016

Eravamo quattro amici al Quirinale

Prendi nota amico Lettore, anzi, come dicevano i nostri ‘ntichi , “rreculàte e fanne”: tradotto per chi non è nato nei paraggi della Chiesa Madre “Pensaci su ed agisci di conseguenza”. Si schiera a favore del “SI” al referendum un ex Presidente – sempre sia lordato, pardon, lodato* –  che continua senza scandalo a parlare ed agire come se lo fosse ancora, ed avverte che sarebbe molto contrariato se dovesse prevalere un voto negativo.
E chi siamo noi, per dispiacere un novantenne che vive di stenti, sopravvivendo di misera pensione? Lontano sia, che il nostro “NO” possa causargli un malore, un mancamento, una sia pur leggera afflizione. Si usi la cautela dovuta al “mio comunista preferito” (parole e musica di Henry Kissinger).
Ad adiuvandum, anche il Presidente Obama si pronuncia per il “SI”, come prima ha fatto il suo ambasciatore a Roma, con una prepotenza che le regole diplomatiche non contemplano (tranne che nei rapporti con le colonie): ma si sa, quello che il padrone desidera, la colf predispone obbediente. E gli americani qui da noi sono padroni e signori, status che richiede poco sforzo vista l’ampia disponibilità di camerieri, lacchè, famigli e personale di bassa forza tra la fauna politica italiota a libro paga di zio Sam.
P.Q.M.: per questi motivi, direbbe Tonino Di Pietro, voterò “NO”. Oltre che per non regalare la mia residua sovranità/dignità di elettore a chi me ne ha privato quasi del tutto.









* colpa del correttore automatico che non ha funzionato

venerdì 14 ottobre 2016

Il Galatino anno XLIX n° 16 del 14 ottobre 2016

L’eterno ritorno dell’identico

Circolano pettegolezzi in città: si sa, il paese è piccolo e la gente mormora.
Mediocri artisti d’ogni scuola, pre-, post- e neo-alessandrini, attendono con ansia il ritorno della Maestra, per iscriversi alla sua Accademia.
Dicono che stia ritornando, carica di gloria ed onori, ad insegnare nuovamente la Nobile Arte, e si chiedono: arriverà vestita di lino di Fiandra? Adotterà come simbolo l’animale invulnerabile al fuoco, la resistente salamandra?

Preparatevi, Cittadini. Torna Cassandra.

domenica 2 ottobre 2016

Il Galatino anno XLIX n° 15 del 30 settembre 2016

Flavio, facci sognare

Certo, abbiamo da apprendere. Come si attirano turisti danarosi e propensi a spendere, questo non sappiamo farlo. Ed è bene ponderare con umiltà ed attenzione sulle parole di Briatore, distillate gratuitamente e con sobria eleganza per noi Salentini, gente grezza, quali pure gemme di capacità imprenditoriale. Lui è uno che le cose le sa fare, in Sardegna ne hanno la prova provata: e qualche recente debituccio – poca cosa, appena alcune centinaia di migliaia di euretti – non cambia lo stato dell’arte del divertimentificio pacchiano.
Giustamente, dice il saggio da Cuneo (dove non ha fatto il militare, diversamente da Totò), i ricchi non curano cattedrali e monumenti, coste di selvaggia bellezza e cibo naturale. Nulla di tutto ciò, importa loro che ci siano hotel extralusso, porti per mega-yacht e quella merce, alquanto inflazionata in verità, su cui ha costruito le sue fortune politiche il mitico Cetto Laqualunque, che il migliore dei nostri uomini di governo indicava chiamando la parte tricologica per il tutto.

Impariamo velocemente la lezione briatoresca, e che la fortuna assista noi ed il nostro ancora per poco incontaminato Salento. 

venerdì 16 settembre 2016

Il Galatino anno XLIX n° 14 del 16 settembre 2016

“Stavota nu’ te vota”

Mi ero ripromesso di non occuparmi più delle questioni cittadine. Volevo liberarmi dal senso di nausea causato dall’osservazione dei vecchi problemi irrisolti, ed anzi aggravati, nel corso degli anni e dei governi; ma soprattutto dalla contemplazione, tra l’inorridito e il divertito, della fauna politica. Fra tutti gli zoo visitabili, il più costoso ed inutile.
Spinto da curiosità, ricado nello stesso errore, e mi spiego meglio: voglio vedere se anche nella prossima tornata elettorale, si presume fissata nella primavera del 2017, il Galatinese sceglierà le stesse facce (senza aggiunta di complementi di specificazione) che hanno imperversato da 20 anni a questa parte, oppure deciderà di fare tabula rasa.
Se cioè, svolgendo quel compito di selezione che ogni eterno candidato, ogni inamovibile segretario di partito avrebbe dovuto eseguire (qualora fossero dotati di un minimo di autocritica e coscienza civile, quindi in un periodo ipotetico dell’irrealtà), l’elettore Galatinese vorrà premiare col voto persone mai politicamente coinvolte, a nessun livello e con nessun incarico. Quei volti nuovi di cui si sente necessità assoluta come di una boccata d’aria pura.

Nella vicina Nardò il miracolo è avvenuto. Spero che qui il nostro atavico carzilarghismo non abbia il sopravvento anche stavolta.

sabato 9 luglio 2016

Il Galatino anno XLIX n° 13 del giorno 8 luglio 2016

"Funere mersit acerbo”

Esistono caratteri che, come spugne psichiche, assorbono lo spirito del tempo – buono o cattivo ch’esso sia, a volte restandone intossicati senza saperlo –  lo metabolizzano e lo donano al prossimo nella forma del bene e dell’amore fraterno.
Quasi angeli incarnati, sempre presenti nel pericolo e nel dolore. Nulla pretendono, neanche gratitudine: la loro paga è il sorriso e la salute fisica e psicologica del beneficiato.
Sono in genere persone schive e dimentiche di sé fin quasi all’ascetismo. Ci accorgiamo di loro solo quando, per cause le più varie, a volte tragicamente dolorose, la loro assenza è un vuoto che sconvolge.

Serena era così, racconta chi l’ha conosciuta. Tanta forza ha dato agli altri da non averne più per sé stessa. E stavolta il nomen omen ha generato la sua disperata eccezione.

venerdì 24 giugno 2016

Il Titano, giugno 2016

                       


                          “Noxias herbas”

Un vento forte dal mare gonfia la nostra bandiera,


più in alto di tutte si offre agli sguardi. È tornata.