venerdì 12 maggio 2017

Il Galatino anno L n° 9 del 12 maggio 2017

Di fatti e di Uomini

Il dottor Serravezza, apprezzato ricercatore ed oncologo, ha iniziato giorni addietro uno sciopero della fame contro la TAP, quindi in difesa della salute di noi Salentini e dell’ambiente in generale. Lo ha fatto perché i familiari dei troppi morti per cancro nel Salento gli hanno chiesto di mobilitarsi concretamente affinché quelle tragedie non siano state inutili. Il luminare sceglie di immolarsi per gli altri: Cristo è presente qui, più che in qualche luogo di culto. Nelle ore in cui scrivo queste righe apprendo che l’amica Anita Rossetti e l’attivista Ippazio Antonio Luceri seguono l’esempio del dottor Serravezza: a loro un “grazie” a nome di tutti quelli che hanno a cuore le sorti della nostra Terra umiliata e militarizzata. La notizia ha avuto eco in TV e giornali nazionali? M.p.c. (manco p’a…capa).

La Politica nel senso più nobile del termine è quella appena descritta. Il resto è materia per proclami elettorali.

venerdì 28 aprile 2017

Il Galatino anno L n° 8 del 28 aprile 2017

Fessocrati avanti, c’è posto

Ha scritto Flaiano: “Oggi il cretino è pieno di idee”. Come dargli torto.
Per il fesso DOC, iscritto e pagante quota annuale all’Albo, meglio ancora se munito di tessera, è questa l’età dell’oro. La selezione è severa ma il materiale umano non scarseggia. Diciamo che l’Italia è un incubatore di “talenti”: agli amici di Maria fanno da contraltare i compari di Matteo. Il citrullo in cerca di poltrona troverà in questo Paese tollerante tappeti rossi e carriera assicurata.
L’apoteosi spetta di diritto ad un personaggio dalla chioma riccia stile afro anni ‘70, rosso Tiziano, dotata di un titolo e d’una competenza altrettanto posticci quanto la capigliatura, ma ostentati senza pudori né scuse. Siede sulla poltrona che occuparono Benedetto Croce e Tullio De Mauro: più che un incarico, una battuta di spirito. È assodato, MIUR sta per Ministero per l’Ironia, l’Umorismo e la Risata.

La fessocrazia avanza inarrestabile, non c’è vaccino che immunizzi dal contagio. Si allerti la ministra Lorenzin, autorità indiscussa in materia. Di salute, ovviamente: non pensate male.

giovedì 6 aprile 2017

Il Galatino anno L n° 7 del 7 aprile 2017

Dice che…

Dice che tra Galatina e Noha l’acronimo sia Partito Diviso (Sindaco per sindaco e prodotto fratto due). Urgono carrozzini, per il trasporto al fronte delle poche truppe rimaste con sommo sprezzo del ridicolo.
Dice che il Listone cominci a dubitare dell’ineluttabile/gloriosa/certissima vittoria. Anche stavolta si vince la prossima volta, nonostante il fitto, palese sostegno dei pezzi da 90.
Dice che una strana coppia (Suor Pasqualina delle Umili Devote Consorelle a braccetto con fra’ Giuseppe del Sol dell’Avvenire) bussi di porta in porta alla ricerca di voti, promettendo posti di lavoro e pensioni. Non è voto di scambio, chiamasi scambio di vuoti (a perdere).
Dice che, pur in questo cimitero degli ideali, il corpo elettorale abbia trovato un amante. Che vorrebbe persino andare oltre: prevedo bomboniere e confetti l’11 giugno.
Infine dice che, in assenza di quello ordinario, umma umma il Podestà straordinario abbia approvato il foedus sceleris che le passate amministrazioni si vergognavano di firmare alla luce del sole. E mo’ sono cascioni nostri.
“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” (Gli onorevoli, 1963, regia di Sergio Corbucci). Un omaggio a Totò, scomparso 50 anni fa. Lui sì che aveva capito tutto.

sabato 25 marzo 2017

Il Galatino anno L n° 6 del 24 marzo 2017

Beccati questo, o Popolo Sovrano

Persi nei Boschi, Governo e  Parlamento – composti in massima parte da emerite teste di minzolino – salvano un senatore, condannato con sentenza definitiva ad una pena superiore a due anni, con strafottente violazione di una legge della Repubblica  (D.L. 235/2012 art. 1 comma 1). È chiaramente uno scambio di favori tra partiti, un terno al Lotti uscito sulla ruota di Roma. Se un Tizio qualsiasi, anzi – per far finta di essere acculturati – un quivis de populo si chiedesse: “Ma la Legge, è uguale per tutti?”; e non trovando risposta, al momento più alto della sua vita di Cittadino, quello del voto, decidesse di metter la croce non solo sulle cinque stelle ma pure su tutti i restanti astri del firmamento, potremmo biasimarlo? Potremmo davvero parlare di demagogia, populismo? Oppure, restando in tema astronomico, dovremmo considerare quel voto una risposta civile, elegante, misurata, alla vorticosa circolazione di sfere celesti (e terrene) causata da cotanta protervia?

Mala tempora currunt. Senza allusioni al famoso detto di papa Galeazzo da Lucugnano, che non trovava nesso logico tra le 4 tempora ed un particolare anatomico mai baciato dal sole.

giovedì 9 marzo 2017

Il Galatino anno L n° 5 del 10 marzo 2017

“Manzoni è morto? Quanto mi dispiace!”

La pagina Facebook “il Milanese imbruttito” (un nome, un programma) vanta un video ripreso in una discoteca lombarda, clip che ha collezionato migliaia di visitatori. Un intervistatore pone delle domande di cultura generale ai clienti del locale. Alcune risposte, fior da fiore: Gesù sarebbe nato nel ‘900 dopo Cristo, per altri negli anni ’30 del secolo scorso. Il suffragio universale sarebbe un cataclisma biblico (protagonista Noè e la sua arca) ed il 25 aprile la festa della liberazione degli Ebrei. Preferisco non continuare l’elenco delle castronerie e risparmio ogni commento, che lascio al Lettore.
Solo mi chiedo, restando nel tema dell’intervista, se il suffragio universale sia davvero cosa buona. Oppure se sia il caso di premiare col diritto di voto solo chi dimostri di possedere un minimo dignitoso, accettabile, di cultura, da concordare in sede legislativa, tale che gli indichi il valore ed il peso della sua scelta politica.

Perché Socrate ci ha insegnato che “Esiste un solo bene, la conoscenza, ed un solo male, l’ignoranza”

venerdì 24 febbraio 2017

Il Galatino anno L n° 4 del 24 febbraio 2017

Parce sepulto
Si può provare dolore per qualcosa che finisce. Un affetto, un’amicizia… il tempo poi cura le ferite dell’anima ed aiuta ad accettare il distacco.
C’è invece un rancore che non passa, causato dal vedere l’Idea calpestata ed involgarita dalle miserie di uomini piccoli, che di quell’ideale si servono per il proprio particulare. Siamo umanamente vicini al Popolo che sogna il necessario riscatto della classe proletaria, l’emancipazione della gente che fu cara a Turati, Gramsci, Di Vittorio e tanti altri. Tra i primi, il “nostro” Carlo Mauro.
Quel partito che una volta difendeva gli ultimi, nella sua disgustosa mutazione genetica pratica da anni l’ortodossia del capitalismo più feroce ed antipopolare, che è quello delle multinazionali, della finanza di rapina, delle banche dei papà salvate col denaro di pensionati e terremotati.

È bene, è utile e necessario che quel partito si stia dissolvendo. Elaborate il lutto e guardate al futuro, adesso sì, con fiducia.

sabato 11 febbraio 2017

Il Galatino anno L n° 3 del 10 febbraio 2017

Pietra su pietra

Un eventuale censimento della popolazione confermerebbe l’ulteriore decremento dei residenti galatinesi. Non ci stupiremmo che la fredda statistica dichiarasse quello che chiunque, dotato di un minimo “sesto senso”, può verificare ictu oculi, cioè che la nostra Città subisce un calo demografico da anni. Potremmo indagarne le cause, ma in questa sede ed ora non è quello il nostro obiettivo.
Piuttosto rilanciamo una questione già proposta anni fa, sette-otto o più: il consumo del territorio circostante il centro abitato per nuova edilizia, il più delle volte inutile. Se infatti siamo di meno, abbiamo bisogno di altre case?
Non sarebbe opportuno invece valorizzare il centro antico e ripopolarlo?

Al prossimo Sindaco la sfida di escogitare una rinascimento galatinese che potrebbe cominciare proprio dal cuore della Città. Ci vorrebbe intelligenza e soprattutto libertà dalla lobby del cemento. Ma questo, naturalmente, è un altro discorso.